È tregua per lo studio di Gustaw Herling a Villa Ruffo. Dopo l'appello firmato da 150 intellettuali, ieri la visita del vice ministro degli Affari Esteri polacco Jan Dziedziczak (a giugno era venuto anche il presidente della Polonia Andrzej Duda) ha sciolto il ghiaccio di una situazione che poteva degenerare in un incidente diplomatico. La visita a Villa Ruffo, con l'omaggio della nazione d'origine dello scrittore che aveva sposato la figlia di Benedetto Croce, Lidia, si è conclusa con quella che si annuncia un'entente cordiale che potrebbe portare a rendere definitivamente aperto a tutti lo studio dove Herling scrisse "Un mondo a parte", il famoso libro contro i totalitarismi che in Polonia, come ha ricordato il vice ministro, si studia a scuola. L'appello, promosso da Stefano De Matteis, uno degli editori di Herling in Italia, e firmato da personalità della cultura italiana come Goffredo Fofi e Antonio Biasiucci, e polacca, come Wojciech Karpinski e Adam Michnik, chiedeva infatti che la stanza al pian terreno, che fa parte dell'ex appartamento Croce-Herling sul giardino di Villa Ruffo, lasciata da Adele Rossi, moglie del filosofo, alla Fondazione Croce, il ripristino dello studio come simbolo di libertà. La casa è stata concessa in affitto dalla fondazione presieduta da Piero Craveri alla figlia dell'imprenditore Giovanni Lombardi. Lavori di ristrutturazione avevano fatto scattare nei mesi scorsi una denuncia e il blocco da parte della soprintendenza di Palazzo Reale, imposto alla fondazione con prescrizioni di ripristino. Ieri mattina l'imprenditore ha manifestato la volontà di mettere così com'era lo studio di Herling a disposizione del pubblico (libri e carte dello scrittore erano stati trasferiti all'Istituto per gli studi storici a Palazzo Filomarino, in via Benedetto Croce) creando un ingresso indipendente. «Questo dev'essere un luogo di pace e non di guerra e non possiamo dare alla Polonia l'idea di un'Italia senza rispetto per la memoria e la storia», ha detto Lombardi salutando il vice ministro e gli eredi Herling, i figli Marta e Benedetto, che con il marito di Marta, Tommaso Sinigallia, hanno incontrato il politico polacco nella casa dove vivono, al terzo piano della palazzina annessa alla villa. Lombardi ha chiarito che «la festa che aveva creato allarme non era l'apertura di un nuovo locale nel giardino condominiale della villa, ma un incontro di amici per i cinquant'anni di mia moglie». Il vice ministro ha reso omaggio alla targa che porta il nome dello scrittore sulla facciata della villa. «Il mio ministero e quello della Cultura faranno di tutto - ha detto in rappresentanza del Governo del suo Paese - per conservare tutte le opere di Herling e per appoggiare la vostra iniziativa in favore del suo studio, che è sulle guide turistiche polacche sull'Italia e non si può cancellare. Sarebbe un'offesa al mio Paese toglierla dall'itinerario herlinghiano a Napoli. La vicenda di Villa Ruffo è molto diffusa sui media polacchi. Invece io voglio parlare bene dell'Italia e delle sue tante cose positive». Marta Herling, nel sottolineare che "Un mondo a parte", il principale libro di Herling, la cui prima edizione inglese nel 1951 fu accompagnata dalla prefazione di Bertrand Russell (lo scrittore è anche autore di racconti riproposti dall'Ancora del Mediterraneo) non è stato più ristampato da Feltrinelli. Ma annuncia che in Polonia sarà pubblicato il diario inedito di Herling sulla Napoli del '57 recentemente ritrovato, che risale agli anni in cui lo scrittore vi si trasferì.
Villa Ruffo: aprirà ai visitatori lo studio di Gustaw Herling
Il vice ministro degli Affari Esteri polacco Jan Dziedziczak ha visitato Villa Ruffo, casa di Gustaw Herling, e ha sciolto il ghiaccio di una situazione che poteva degenerare in un incidente diplomatico. La visita è stata conclusa con un'entente cordiale che potrebbe portare a rendere definitivamente aperto a tutti lo studio dove Herling scrisse "Un mondo a parte". L'appello di 150 intellettuali, promosso da Stefano De Matteis, chiedeva il ripristino dello studio come simbolo di libertà. La casa è stata concessa in affitto dalla fondazione Croce alla figlia dell'imprenditore Giovanni Lombardi, che ha manifestato la volontà di mettere lo studio com'era lo scrittore.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo