Il sindaco Marco Buselli ha espresso grande soddisfazione per il ritrovamento, manifestando l'interesse dell'amministrazione comunale a dare valore al monumento etrusco e inserirlo in un più ampio percorso turistico e culturale, volto a promuovere la conoscenza delle testimonianze storico-archeologiche conservate sul versante meridionale della città. «Le scoperte degli ultimi anni contribuiscono ad aumentare in modo esponenziale il valore di ciò che Volterra rappresenta», ha detto il sindaco. Sono in corso le operazioni di messa in sicurezza della struttura, in attesa di predisporre, in accordo con la Soprintendenza, un progetto di restauro e sistemazione dell'area.VOLTERRA C'è un elemento nuovo nella tomba etrusca riportata alla luce in queste ultime settimane alle Colombaie dagli archeologi dell'Università di Pisa: la sepoltura era interamente sormontata e delimitata da un accumulo di pietre disposte fittamente a formare un tumulo monumentale di forma leggermente allungata, del quale rimangono cospicue tracce per una lunghezza di oltre dieci metri. La campagna di scavo archeologico promossa dalla cattedra di Etruscologia dell'Università di Pisa, si è appena conclusa. La tomba è nota almeno dal 1923, quando fu scoperta casualmente nel corso di lavori agricoli, esplorata e successivamente ricoperta. In quell'occasione furono recuperati pochissimi materiali al suo interno, segno che la sepoltura era stata già violata in precedenza. Prima che si perdesse del tutto traccia della sua posizione, fu scavata nuovamente alla fine degli anni Cinquanta da Enrico Fiumi, che ne fornì una succinta descrizione sulla Rivista di Studi Etruschi del 1961. Da allora, e durante i decenni successivi, la struttura ha subito un progessivo oblio, che ha portato ancora una volta al suo totale interramento. I pochi dati a disposizione e la mancanza di una documentazione adeguata hanno dunque spinto l'équipe di archeologi dell'Università di Pisa, coordinati da Lisa Rosselli, a riprendere l'indagine scientifica del monumento, dal momento che esso costituisce una testimonianza rarissima, se non unica a Volterra per quanto finora noto, di tomba a camera costruita in pietra, risalente presumibilmente al periodo Orientalizzante avanzato (seconda metà del VII secolo avanti Cristo), che trova qualche confronto con alcune tombe simili della Val di Cecina e di Populonia. «L'esplorazione ha permesso innanzitutto di riscoprire la cella sepolcrale, con pareti costruite con blocchi di pietra e copertura a falsa cupola, e il corridoio di accesso scavato nella terra argillosa e munito di gradini per la discesa, già identificati all'epoca dello scavo di Fiumi - si legge in un comunicato di Palazzo dei Priori - Oltre all'indagine archeologica finita in questi giorni, che consentirà agli studiosi di analizzare in dettaglio la tipologia e la tecnica costruttiva della tomba, grazie alle operazioni di rilievo fotogrammetrico effettuate sul campo da Emanuele Taccola, è prevista anche l'elaborazione di un modello tridimensionale del monumento».