ROMA Il furto, avvenuto all'alba del 7 dicembre del 2002, fu clamoroso. I ladri entrarono dal tetto nel museo fortezza Van Gogh di Amsterdam, staccarono dai muri due dipinti giovanili del celebre pittore olandese, e sparirono. L'anno successivo due olandesi ritenuti responsabili del furto vennero catturati. I due capolavori, valore stimato cento milioni di dollari, invece svanirono nel nulla. Quattordici anni dopo, clamoroso è anche il ritrovamento delle tele. Nessuno avrebbe potuto sospettare che, dopo essere state acquistate con i guadagni del traffico di cocaina, fossero finite nel patrimonio della camorra, nel carnet dei beni di lusso e delle opere d'arte comprate per riciclare il denaro sporco. La "Vista della spiaggia di Scheveningen con tempo di tempesta", datato 1882, e "L'uscita della chiesa riformata di Neumen", 1884, sono riapparsi davanti agli occhi degli investigatori del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza di Napoli in un casolare di Castellamare di Stabia, Napoli. Erano avvolti in panni di cotone, in buone condizioni di conservazione, benché privati dei telai circolari, e con alcuni lievi danni: la "Spiaggia" con una superficie di 5x2 centimetri rotta all'angolo in basso a sinistra, la "Chiesa" con alcune piccole escoriazioni sui bordi. Erano tra le opere d'arte più ricercate al mondo, inserite dall'Fbi tra le "Top ten art crimine". La loro autenticità è stata certificata da consulenti della procura di Napoli e da esperti del museo Van Gogh nei giorni scorsi, dopo il ritrovamento delle opere, che sono riapparse ieri davanti ai giornalisti durante la conferenza stampa degli inquirenti. Alla scoperta del luogo in cui erano conservate si è arrivati grazie alle dichiarazioni di un indagato nell'ambito di una inchiesta della Dda partenopea sulle attività del clan Amato-Pagano, Mario Cerrone, presunto broker della droga legato in affari a Raffaele Imperiale, 42 anni, ritenuto al vertice dell'organizzazione che fornisce droga agli scissionisti di Secondigliano e Scampia. Durante un interrogatorio reso in carcere l'8 settembre Cerrone, scrive il giudice che ha firmato il decreto di sequestro di beni, tra cui 49 immobili, per 20 milioni di euro, Cerrone ha raccontato agli inquirenti di «avere nella propria disponibilità» i due dipinti, «acquistati da Cerrone e Imperiale come forma di investimento dei proventi dell'attività illecita di traffico internazionale di sostante stupefacenti». Imperiale, destinatario anche lui di una ordinanza di custodia cautelare emessa a gennaio, dopo essere riparato negli Emirati Arabi, è ora detenuto a Dubai dopo che l'Italia ha avviato le trattative per la sua consegna. «Questa è veramente una giornata emozionante, è un sogno averli ritrovati e poterli riportare a casa - ha detto Alex Ruger, direttore del museo Van Gogh, ringraziando gli investigatori italiani - Aspettavamo da 14 anni». Su Twitter il premier Matteo Renzi, che ha comunicato la notizia al premier olandese Mark Rutte in Israele, a margine dei funerali di Shimon Peres, ha ringraziato le Fiamme Gialle: «Orgoglioso delle nostre forze dell'ordine», mentre il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini ha parlato di «recupero straordinario».
Due tele di Van Gogh nel covo della camorra
Il furto dei due dipinti di Van Gogh, "Vista della spiaggia di Scheveningen con tempo di tempesta" e "L'uscita della chiesa riformata di Neumen", avvenuto nel 2002, è stato risolto dopo 14 anni. I dipinti, valutati in cento milioni di dollari, sono stati ritrovati in un casolare di Castellamare di Stabia, Napoli, in condizioni di conservazione buone, sebbene con alcuni danni. La loro autenticità è stata certificata da consulenti della procura di Napoli e da esperti del museo Van Gogh.
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