Riapre ai fedeli e ai visitatori la Grotta delle "sette cappelle", uno dei complessi religiosi più importanti di epoca longobarda, per accogliere la secolare processione in onore di san Michele arcangelo, santo patrono di Olevano sul Tusciano, il cui culto si venera nella cavità naturale del Monte Sant'Elmo. La grotta era chiusa al pubblico dal maggio 2015 perché oggetto di un imponente intervento di recupero artistico e architettonico, costato circa due milioni di euro e realizzato dalla soprintendenza di Salerno con fondi europei. L'intervento che ha valorizzato il complesso religioso rupestre di Olevano, denominato "Il santuario Micaelico del Tusciano e la civiltà dei Longobardi", è il momento finale del lavoro e delle idee messe in campo dalle tre Soprintendenze (archeologica, storica e artistica, paesaggistica). I lavori, durati quasi due anni, si sono conclusi nei primi mesi di quest'anno. Alla redazione, curata dalle tre soprintendenze, hanno collaborato il Genio civile di Salerno e il Comune di Olevano sul Tusciano. Di particolare rilievo sono gli interventi di messa in sicurezza e tra questi la sistemazione di passerelle in acciaio che consentiranno ai fedeli di visitare la grotta percorrendo i tratti più impervi fino ad ora fruibili da pochi avventurosi visitatori, godendo della visione delle cappelle, ora dotate di un nuovo impianto di illuminazione. Brillano di nuova luce, grazie agli accurati restauri, i cicli pittorici già noti e il recupero di pregevoli manufatti, tra cui uno sperone longobardo in ferro laminato in oro utilizzato nelle processioni, probabilmente un ex-voto al santo. Anche l'intervento di consolidamento del costone roccioso che sovrasta l'ingresso della grotta, che accompagna il tratto finale del percorso dei pellegrini verso il santuario, è fondamentale per l'accesso in sicurezza al monumento religioso. Grazie ai lavori da poco conclusisi, quest'anno le celebrazioni in onore del patrono di Olevano, che richiama migliaia di fedeli, potranno avvenire in condizioni di maggiore sicurezza. Per i devoti è una notizia accolta con grande favore dopo le polemiche che, gli anni scorsi, hanno acceso contrasti tra la soprintendenza e il Comune di Olevano. «Il progetto scrive in una nota la Soprintendenza è l'ultima tappa di un lungo lavoro di salvaguardia e valorizzazione del complesso rupestre micaelico condotto dalla Soprintendenza fin dagli anni Sessanta del secolo scorso, attraverso diversi interventi sulla grotta e azioni di supporto all'amministrazione locale di Olevano, che ha da sempre avuto la gestione del bene di proprietà del demanio statale». Ed è su questo punto, la proprietà, che sono nate le divergenze negli anni e non si sono mai assopite del tutto. Nel corso delle campagne di scavi, numerose quelle effettuate nella grotta e all'esterno, sono stati recuperate diverse testimonianze dell'insediamento rupestre e della vita quotidiana in uno dei santuari più rilevanti della cristianità altomedievale. Le indagini hanno portato alla luce oltre 30.000 reperti, nonché resti di edifici legati al culto, tra cui un ospizio per i pellegrini, un'aula battesimale del IX secolo e, all'esterno, il cenobio dei monaci-custodi del santuario. I reperti, le decorazioni pittoriche e i graffiti delle sette cappelle, fanno del santuario uno dei siti archeologici più importanti d'Italia, come è stato di recente ribadito anche da Richard Hodges, presidente dell'American University of Rome, uno dei più autorevoli archeologi medievisti al mondo, nominato lo scorso anno cittadino onorario di Olevano. «Con i lavori finora svolti si spera possa emergere la straordinaria importanza della grotta dichiara la soprintendente Francesca Casule In futuro, attingendo ad ulteriori fondi, si potrà raggiungere la piena valorizzazione del complesso con il recupero della struttura emersa nel corso dei lavori nel cosiddetto "giardino del Papa Gregorio VII", per la quale si è potuto operare solo un intervento di salvaguardia con opere provvisorie, in attesa del restauro». Stamattina, alle 6,30, i devoti di san Michele, accompagnati dal parroco don Michele Del Regno, si ritroveranno alla frazione Monticelli, davanti alla chiesa di santa Marie delle Grazie, per il pellegrinaggio a piedi alla grotta.
Riapre ai fedeli e ai visitatori la Grotta delle "sette cappelle"
La Grotta delle "sette cappelle" di Olevano sul Tusciano, uno dei complessi religiosi più importanti di epoca longobarda, è stata riaperta al pubblico dopo un intervento di recupero artistico e architettonico che ha valorizzato il complesso rupestre. Il lavoro, durato quasi due anni, è stato realizzato con fondi europei e ha costato circa due milioni di euro. La grotta era stata chiusa al pubblico dal maggio 2015. I lavori hanno messo in sicurezza la struttura e hanno recuperato pregevoli manufatti, tra cui uno sperone longobardo in ferro laminato in oro.
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