MERCATO SAN SEVERINO Si rivolge al Comune e alla Soprintendenza l'architetto Carmine Petraccaro per avere spiegazioni sul perché il torrione del Castello dei Sanseverino sia stato trasformato in un traliccio. «I palazzinari della rete evidenzia Petraccaro hanno colpito ancora nell'indifferenza totale di tutti, oltre che delle autorità territoriali competenti». «Siamo contenti aggiunge perché un altro sito di grandissimo valore storico, paesaggistico e ambientale ha avuto la sua antenna». Petraccaro precisa come «il Torrione Angioino-Aragonese, ultima struttura del castello inserita nell'angolo sud-est a incastro nelle mura sveve, un monumento di importanza nazionale caro a tutta la popolazione non solo campana e meridionale, sia stato ancora una volta violentato». E tutto questo è avvenuto anche dopo che si sono spesi soldi pubblici per il risanamento del bene. «Dopo una prima fase di restauro conservativo, che l'ha vista liberare dagli arbusti e non dall'elettrodotto il cui traliccio abbraccia la torre e la collina, l'installazione attuale dell'antenna, con elementi di acciaio di varia natura e potenza, ha completato l'arredo del Castello». Un controsenso per un monumento, edificato tra il 1283-1309 dagli Angioini, che dovrebbe essere preservato e difeso. Invece «nell'indifferenza di tutte le amministrazioni chiarisce Petraccaro è stata installata l'antenna che offende il monumento e il paesaggio, la cui visibilità viene accentuata dai riflessi del sole». «È incontestabile che per poter ottenere un rendimento dai beni culturali bisogna prima investire sugli stessi per valorizzarli. Per farlo bisogna avere idee che mancano».