Una Fondazione ad hoc dovrà raccogliere seicentomila euro per i lavori. L'assessore Baroncelli: «Saranno uno spazio culturale con una caffetteria» MANTOVA. Lavori per tre-cinque anni, da iniziare nel 2017: così Mantova recupererà le Pescherie di Levante (oggi in completo disarmo) ad uso pubblico. Ad occuparsi dei lavori e della gestione sarà la Fondazione "Pescherie di Giulio Romano" che sarà costituita giovedì 29 settembre. La fondazione, che nascerà con un patrimonio di circa 87mila euro, avrà il compito di raccogliere i 600mila euro necessari alla ristrutturazione. Di fatto, la Fondazione creata dagli "Amici di palazzo Te" non pagherà l'affitto per un periodo di trent'anni, ossia per la durata della concessione, ma ristrutturerà sia lo spazio sopra la loggia sia quella che adesso è un'improbabile spiaggetta sul Rio, trasformandola in un'area dove insediare una caffetteria specializzata in prodotti tipici. Le Pescherie di Levante erano state inserite nell'elenco di immobili da vendere dalla precedente amministrazione, quella di Nicola Sodano. «E noi le abbiamo salvate - spiega l'assessore alla rigenerazione urbana, Lorenza Baroncelli, che ha ideato e portato a compimento l'operazione - evitando un gravissimo errore politico. Il rischio, concreto, era quello di far finire in mani private un patrimonio dei mantovani firmato da Giulio Romano. Da subito abbiamo voluto che le Pescherie di Levante venissero valorizzate così come abbiamo fatto per le beccherie, la torre di San Domenico ed i giardini. Grazie al bando, vinto da questa Fondazione che, unica, ha accettato la sfida, la collettività avrà a disposizione un nuovo spazio culturale». Ora i progetti dovranno passare al vaglio della sovrintendenza, che dovrà anche dare l'ok alla concessione al posto della vendita. «Tengo a precisare - ha concluso Baroncelli - che il Comune non pagherà alcunché». E se l'assessore al bilancio Giovanni Buvoli parla di «lieta notizia» riferendosi al salvataggio dalla vendita, il sindaco Mattia Palazzi ripercorre così il percorso politico-amministrativo: «Un anno fa, pubblicamente, mi sono impegnato a togliere dal piano vendite del Comune le logge di Levante di Giulio Romano, le Pescherie. A luglio ho mantenuto la promessa, le abbiamo tolte dal piano vendite e abbiamo fatto un avviso pubblico per darle in concessione, in cambio del loro recupero a fini culturali, garantendone l'uso pubblico. In consiglio comunale alcune opposizioni ci dissero che nessuno avrebbe partecipato all'avviso e non saremmo riusciti nel nostro intento. Siamo andati avanti lo stesso perché se non rischi per ciò in cui credi meglio cambiare mestiere. Lorenza Baroncelli e Giovanni Buvoli hanno fatto un ottimo lavoro, così come gli uffici. E dobbiamo dire grazie per aver accettato la sfida al presidente degli Amici di palazzo Te Italo Vincenzo Scaietta e al vicepresidente Paolo Corbellani. Ora chiediamo ai mantovani di dare una mano». Scaietta, ricordando che l'associazione esiste da 19 anni con la missione di salvare il patrimonio della città, cita il recupero della chiesa della Madonna della Vittoria come esempio in proposito: «Ora che abbiamo finito di pagare i 750mila euro per la Madonna della Vittoria - spiega - ci dedichiamo alle Pescherie. La sfida che ci attende è dura, servono 600mila euro. Utilizzeremo leve come l'art bonus, certo, ma sarà fondamentale l'aiuto della comunità. Il nostro lavoro sarà come sempre no profit, ma chi gestirà la caffetteria dovrà invece guadagnarci, avrà la responsabilità di un'impresa».