Intervista al soprintendente Mariella Muti. «E non dimentichiamo i meriti di Giuseppe Voza» «Abbiamo raggiunto un grande traguardo che appartiene a tutti i siracusani. Adesso l'impegno per la tutela e la valorizzazione di questa eccezionale patrimonio, consegnatoci dai nostri antenati e consacrato dal riconoscimento dell'Unesco, deve essere corale. Sono certa, ora piu che mai, che il "brand" Siracusa potra diventare una imperdibile occasione di sviluppo del turismo culturale. La soprintendente Mariella Muti ha coordinato il complesso iter che ha condotto il capoluogo aretuseo, e Ie necropoli rupestri di Pantalica, fino all'inserimento nella prestigiosa World Heritage List. E' lei che ha preparato l'istruttoria, ha redatto il dossier da inviare all'lcomos, che ha elaborato il piano di gestione per il raggiungimento di un obiettivo, precisa, fortemente voluto a livello politico ed istituzionale. Ed a lei chiediamo di svelare i palticolari delle visite dei commissari Unesco nella terra dei figli di Archimede divenuta patrimonio dell'umanità e i retroscena dell'ambita iscrizione nella Lista. «Voglio ringraziare - puntualizza subito - il soprintendente emerito Giuseppe Voza per l'importante attivita di ricerca e tutela svolta che ci ha permesso di avere tutte le carte in regola per la candidatura». -Un successo annunciato. «Ci siamo mossi in assoluta sintonia con la Regione, con l'assessore Granata prima e con Pagano poi, nel ruolo di assessori ai beni culturali. Eguale armonia di intenti abbiamo avuto anche con le amministrazioni comunali, e, naturalmente, con il Ministero ai beni culturali dove al sottosegretario Bono e stata affidata la delega Unesco, e abbiamo sviluppato un proficuo rapporto di collaborazione con l'ufficio preposto e i colleghi Guido e Ferrone, senza contare anche l'appoggio della Erg Petroli che ha finanziato il piano di gestione così come a suo tempo, Assindustria finanziò quello dei comuni del Val di Noto. - Come nasce la candidatura di Siracusa all'Unesco? «In realtà, Siracusa era già nella folta lista di siti, che hanno avanzato questa richiesta al Ministero, già almeno una decina di anni mentre era solo nel 1996 la candidatura dei comuni del Val di Noto, diventati, come si sa, patrimonio dell'umanita gia nel giugno 2001 ». -Cosa ha segnato la svolta? «Senz'altro il clamore del crollo della cupola della cattedrale di Noto ha accelerato l'iter per il prestigioso riconoscimento degli otto comuni siciliani, che ho seguito personalmente e fu più travagliato di quello per Siracusa e Pantalica, più agevole (l'lcomos ha riconosciuto un criterio in piu di quelli richiesti per il molo svolto da Siracusa nella storia e per la presenza di personaggi illustri come Archimede ndr). Fu, comunque, in quell'occasione che il commissario Unesco Ray Bondin, in visita, si innamorò di Siracusa». - Che cosa lo impressiono favorevolmente? «Tutto l'ambiente urbano di Piazza Duomo la cui immagine complessiva e prevalentemente barocca. Quando vide la cattedrale disse che si trattava di un monumento unico al mondo e che, da solo, avrebbe meritato il riconoscimento Unesco. D'altro canto, si tratta dell'unico tempio dorico del 480 a.c. che ancora oggi e un luogo di culto». -Nel settembre dello scorso anno la visita del commissario Unesco Lilius, questa volta per Siracusa e Pantalica. «Rimase entusiasta, completamente affascinato dai luoghi ma anche dalle delizie offertegli, primi tra tutti i pomodorini di Pachino sott'olio. Esclamò "Ia storia e la gastronomia sono Ie vostre carte vincenti per sfondare nel mercato mondiale del turismo culturale". E ha ragione.