L'INTERVISTA RICCIARDI COORDINATORE DELL'ORDINE «ROMA è la peggiore città italiana per il controllo "anagrafico" degli edifici: 7 su 10, dalle palazzine alle scuole, fino ai musei, sono costruiti con materiali che si usurano. Hanno bisogno di un'immediata analisi, altrimenti quanto accaduto a Ponte Milvio diventerà un evento a catena». A parlare è Domenico Ricciardi, coordinatore dell'Ordine degli Ingegneri del Lazio, che oggi interverrà insieme ai sindaci di Fiumicino, de L'Aquila e di Norcia al convegno "L'Italia dei crolli e terremoti", alle 15 alla facoltà di Ingegneria della Sapienza. Quindi 7 edifici su 10 sono a rischio? «Sì, ma spieghiamo: è come un tumore, può essere benigno o maligno, ma bisogna intervenire. L'80 degli edifici supera i 50anni e a Roma la situazione è più tragica». Per quale motivo? «Roma ogni anno si abbassa di diversi millimetri e non uniformemente. Poi gli agenti atmosferici, i mutamenti chimici del cemento armato, il metallo che si ossida, i lavori eseguiti male e le fogne intorno a un edificio contribuiscono a indebolirlo». Come si può intervenire? «Abbiamo delle macchine non invasive che consentono di verificare lo stato degli edifici. Governo e Comuni devono capire l'importanza della prevenzione. In più dobbiamo rendere obbligatorio il fascicolo del fabbricato e defiscalizzare al 100 gli interventi sulla staticità degli edifici. Per le nuove costruzioni siamo i primi al mondo nella fabbricazione di materiali all'avanguardia. Ma li esportiamo ». (valentina lupia)