TUTTO è cominciato alcuni mesi fa quando hanno iniziato a sbriciolarsi le facciate, rendendo necessario, all'inizio di maggio, il transennamento dell'edificio. Un finanziamento di tipo inedito quello erogato dagli uffici di via XX Settembre, che prevede un contributo diretto di 670mila euro, da utilizzare per il recupero delle facciate del chiostro del convitto, e altri fondi che arriveranno con il meccanismo del "matching grant". Ovvero del raddoppio, fino a un massimo di 150mila euro, di ogni euro raccolto tramite la campagna di fundraising avviata dal santuario, che servirà tra l'altro a coprire i costi del "cantiere studio" e delle annesse opere di scavo e indagine archeologica sulle fasi costruttive precedenti all'intervento seicentesco di Guarino Guarini. La Fondazione Crt che per il restauro dell'edificio barocco ha stanziato in passato più di 3 milioni di euro metterà inoltre a disposizione del santuario un giovane fundraiser, individuato tra i 50 partecipanti all'edizione in corso, avviata ancora in via XX Settembre, del progetto "Talenti per il Fundraising". È prevista una borsa dedicata a un tirocinio di sei mesi, che potrà essere prorogato, se la campagna porterà buoni frutti, per altri 12. «La Consolata è certamente un patrimonio per l'intera città, che porta con sé un'eredità non solo religiosa, ma anche storico artistica e culturale: è un valore per Torino e per il territorio e come tale va salvaguardato dice il segretario generale Massimo Lapucci Con questo nuovo intervento, la Fondazione Crt rafforza il legame di amicizia con il santuario, confermandosi come fondamentale sostenitore delle opere di recupero dell'edificio ». Lapucci sottolinea inoltre come il cantiere della Consolata offra «l'opportunità di applicare forme di filantropia innovativa anche per interventi di carattere più tradizionale come i restauri e quelli sugli edifici storici, da un lato coniugando forme diverse di fundraising che danno anche il 'termometro' diretto dell'attenzione collettiva verso l'iniziativa e il bene stesso, e, dall'altro, offrendo l'opportunità a un giovane di cimentarsi nella raccolta fondi». L'iniziativa, avviata dalla fondazione dopo un confronto con il rettore del santuario e con l'Ufficio beni culturali della Diocesi, e la certezza ora dell'erogazione dei fondi, portano dunque una schiarita dopo le preoccupazioni di alcuni mesi fa, quando la situazione della chiesa più amata dai torinesi appariva critica, se non drammatica. Prima dell'estate in cassa c'erano solo 170mila euro, di cui 70mila in parte già finanziati dal Comune, e 100mila arrivati dalla colletta straordinaria indetta dall'arcivescovo Cesare Nosiglia in tutte le parrocchie e le chiese della diocesi, alla vigilia della festa e della processione della Consolata, che cade il 20 giugno, e proseguita i seguito. Mancavano all'appello, per gli interventi più urgenti sulle facciate, più di 600mila euro: d'ora in poi si potranno programmare i lavori con più certezze.