Due restauratrici "clonano" il pezzo danneggiato dell'opera del Bernini L'ape del Bernini ha bruciato tutti i record. Era sparita dalla fontana che si trova all'angolo tra via Veneto e piazza Barberini una decina di giorni fa. Si era, appunto, volatizzata, per opera di un vandalo o per uso improprio, non è dato sapere. Ieri è tornata. Due restauratrici armate di scalpello e trapano hanno sostituito l'insetto mancante con un'altra copia, un calco in tutto e per tutto simile al precedente. Per loro, che indossavano la mascherina d'ordinanza e una tuta bianca, è stato come sostituire un pezzo delle propria auto utilizzando i ricambi originali La clonazione-lampo delle api è la risposta al vandalismo dilagante. L'ultima provocazione urbana. Il primo scatto di riflessi. L'intervento di restauro era previsto infatti per il prossimo mese di settembre ma la Sovrintendenza ai Beni culturali del Comune ha preferito accelerare i tempi e si è trovata nella felice condizione di poterlo fare. Delle tre api scolpite sulla fontana quella posta a sinistra è da sempre la più vulnerabile: se non la rubano i turisti per farne un souvenir è destinata a cedere sotto la pressione di chi cerca un appoggio (dalla testa dell'insetto fuoriesce difatti uno zampillo d'acqua potabile). Dal prossimo settembre ad occuparsi delle storiche fontane romane saranno i vigili in pensione dell'Arvuc, che in parte già lo fanno in qualità di volontari. Nel frattempo il Comune per i monumenti più esposti continuerà a dotarsi di copie. Delle tre api, simbolo della famiglia Bernini, scolpite sulla fontana realizzata dall'artista, dati i precedenti sarebbe bene averne in magazzino un congruo numero.