LA scienza e i beni culturali. La ricerca e la tecnologia più avanzate, e il patrimonio (culturale e naturale) che richiede sempre più conoscenza, protezione, valorizzazione. Un connubio indispensabile a cui Firenze potrebbe esser presto chiamata a dare il suo contributo al più alto livello, come sede del quartiere generale del primo progetto europeo sotto egida comunitaria per il coordinamento di tutti i centri più avanzati di ricerca in questo campo, il progetto E-RIHS (European Research Infrastructure for Heritage Science). E mettendo a disposizione uno dei suoi immobili più prestigiosi, la Caserma Redi di via Venezia, con il bellissimo chiostro di San Domenico del Maglio affacciato su Via Cherubini. Un complesso di 4.560 metri quadrati, fondato nel 1297, ex convento di suore domenicane, poi fabbrica, poi lazzaretto, poi Caserma dei Bersaglieri, e quindi Ospedale militare, tuttora occupato, ma solo per un terzo, dal Dipartimento di sanità militare con il Centro di medicina legale e il Museo di sanità. Già messo sul mercato dal Demanio (per circa 10 milioni) tramite il portale Investinitaly promosso dallo Sblocca Italia per la vendita di immobili pubblici. Un gioiello architettonico che, se tutto andrà a buon fine, potrebbe essere acquistato dall'Ente Cassa di Risparmio di Firenze (il cda ha già deliberato) e messo a disposizione di quello che si presenta come il più importante hub internazionale a sostegno delle attività di ricerca, conservazione, documentazione, gestione e innovazione del patrimonio, da parte sia delle scienze umane che dell'hard science (fisica, chimica, biologia). E che possono riguardare il restauro dei monumenti e la messa a punto di nuovi prodotti, la prevenzione dei terremoti e l'organizzazione dei musei, il monitoraggio ambientale e l'orientamento del turismo. Il tutto, attraverso la messa in rete, e l'inserimento in un sistema 'aperto' di comunicazione, di tutte le più importanti comunità di ricercatori e scienziati, delle infrastrutture (laboratori, strumenti, archivi, fisici e digitali, ecc), degli enti, pubblici e privati, impegnati in Europa (e non solo) su questo fronte. Obiettivo: il superamento della frammentazione degli interventi, della dispersione di risorse, del rischio di isolamento dei piccoli gruppi di ricerca, e la nascita di una nuova comunità internazionale di scienziati, operatori, imprese. Varato lo scorso marzo ad Amsterdam, e parte della roadmap di un altro grande progetto europeo mirato sulle grandi infrastrutture di ricerca (ESFRI), E-RIHS coinvolge 18 paesi della Ue (tramite i rispettivi ministeri) come membri fondatori, più altri 11 stati e 80 istituti di ricerca. L'Italia (con i tre ministeri dell'Università e della ricerca, dei beni culturali, e dello sviluppo economico) è capofila tramite il Cnr, ma partecipa anche con enti e università (fra cui l'Istituto nazionale di fisica nucleare, l'Agenzia per le nuove tecnologie, l'energia, e lo sviluppo sostenibile Enea, il Consorzio interuniversitario nazionale per la scienza e la tecnologia dei materiali Instm, l'Opificio delle pietre dure). E una convinta attività di lobbying condotta negli ultimi anni a Bruxelles, soprattutto da parte dei referenti toscani dei vari enti scientifici, le ha consentito di candidarsi, con Firenze, a titolare della sede logistica della nuova infrastruttura, cui faranno capo stabilmente un centinaio di funzionari dei diversi paesi e varie attrezzature scientifiche. A quanto pare con ottime chance. Venerdì scorso, infatti, la Commissione europea ha esplicitamente assegnato i 4 milioni di euro necessari all'istruttoria sulla sede di E-RHIS, proprio alla candidatura di Firenze, unica con questo privilegio fra tutte le altre città europee interessate ad ospitare l'hub. A giocare a suo favore, oltre al suo indiscusso rango culturale, anche il fatto di avere già un immobile disponibile, come appunto la Caserma Redi. Già in via di dismissione, con la giusta destinazione d'uso (direzionale e attività private di servizio), e che ha già qualcuno disposto a comprarla per offrirla "in regalo" (è ancora da decidere se in affitto o in comodato, e a che condizioni economiche) al grande progetto europeo. L'Ente Cassa, che per il momento non rilascia alcuna dichiarazione, ha comunque subordinato l'acquisto della caserma alla definitiva assegnazione a Firenze del ruolo di base logistica di questa nuova avventura della ricerca, da cui è inevitabile che tragga impulso l'intera economia locale. La decisione di Bruxelles è attesa per il 2019.