"Un nuovo tetto per la cristianità". Potrebbe essere il titolo per un sinodo ecumenico volto a riunire tutte le Chiese cristiane, invece è solo lo slogan di vendita promozionale di una ditta che si vanta di aver fornito alla Capitale italiana della cultura 2016 le tegole per creare un tetto ventilato sulla basilica di Sant'Andrea apostolo in Mantova. In tutta verità, potrebbe costituire un primato universale per la basilica. Infatti tetti come questi nascono per edifici residenziali, alberghi e così via, dov'è bene che le stanze all'ultimo piano non si scaldino troppo a causa dei raggi solari. Trovare un tetto simile in una chiesa è ricerca ardua: nei libri di architettura non ho trovato esempio né di cattedrali né di chiesette, né al nord dove piogge e neve sono abbondanti, né al sud dove il caldo è torrido. Insomma, il tetto del Sant'Andrea potrebbe essere un unicum planetario. A cosa poi serva la ventilazione del tetto è passo successivo. Centinaia di migliaia e migliaia di euro per sostituire migliaia e migliaia di tegole di vecchia manifattura mantovana, almeno il 50 delle preesistenti, per far passare un venticello sotto il primo strato di coppi recuperati. Problemi di infiltrazioni? Le fotografie dello stato precedente alla sostituzione mostrano coppi perfettamente allineati. Le guaine c'erano già ovunque e ben protette da massetto perché, si sa, sopra un tetto si deve poter camminare possibilmente senza danneggiare tegole e guaine! (E qui, per l'illuminazione scenica della cupola, non mancano fari affidati a elettricisti che, notoriamente, non sono accorti muratori). Comunque, se nel tempo si verificasse una falla si potrebbe facilmente rimediare; ma non ho mai sentito che si sia rifatta una copertura per un buco. Problemi di condensa? La volta di copertura sopra la navata è spessa ben oltre un metro e le coperture delle cappelle hanno sottotetti ventilatissimi di loro natura, aperti verso l'esterno, così come tanti altri spazi in cui, prima della posa di ampie reti protettive, volavano liberi i piccioni. Parlando di spese oculate, a cosa serve un tetto ventilato su ambienti aperti e arieggiati o coperti da poderose masse murarie? I soldi sono piovuti dal cielo? Si dirà, raccolta fondi, questua ad alto livello. Ma gira e rigira il denaro proviene sempre dalle tasche dei cittadini. E più soldi si raccolgono, dice un vecchio adagio, più facile è metterli al vento. Che, tanto, la gente non guarda in su. Ma non è vero! Oggi siamo nell'era dei droni e il culto del paesaggio rivive una seconda primavera. Non è più necessario salire su torri, su palazzi, sfogliare bei volumi come Mantova in volo o guide illustrate della città: le immagini dall'alto ci arrivano direttamente sul monitor di casa. Nell'omogenea distesa di tetti che caratterizzano la città vecchia, la nuova copertura della navata si differenzia con una tessitura anomala e diradata dei coppi in stridente contrasto con quella dello stesso transetto, già protetto da guaina impermeabile, che conserva la tradizionale copertura in coppi e tegoloni di colmo, spesso lavorati a mano. Immagino che il tutto sia avvenuto con il placet della Soprintendenza e con buona pace per la reversibilità delle camionate di vecchie tegole allontanate. Ma tant'è. Se si iniziasse a pensare in quanti altri modi e in quali altre finalità si sarebbero potuti usare gli stessi soldi, probabilmente molte persone inizierebbero ad avere dubbi, ripensamenti, discussioni e forse anche diverbi, sicché le stesse non sarebbero poi tanto sicure e neppure del tutto contente e soddisfatte di ciò che hanno fatto e non se ne vanterebbero più con tanta sfrontatezza. Solo la follia sostiene la spensieratezza e la felicità di cercare parole roboanti per autocompiacersi, lodarsi da sé, credersi detentori di una briciola della storia o della cultura. Sì, solo la follia, Parola di Erasmo da Rotterdam.
MANTOVA - IL TETTO DELLA BASILICA E LO SPRECO DI TEGOLE
Un'azienda di Mantova ha fornito le tegole per il tetto ventilato della basilica di Sant'Andrea apostolo a Mantova, che è stata realizzata per la Capitale italiana della cultura 2016. Il tetto è un unicum planetario e potrebbe essere un primato universale per la basilica. L'azienda ha sostituito migliaia di tegole di vecchia manifattura con nuove, a causa di problemi di infiltrazioni. La copertura della navata è stata realizzata con un venticello sotto il primo strato di coppi recuperati. La Soprintendenza ha probabilmente approvato la realizzazione. Gli stessi soldi potrebbero essere stati utilizzati per altre finalità, come la riparazione di camionate di vecchie tegole.
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