«La presentazione del Satiro Danzante nella prestigiosa sede della Camera dei Deputati a Roma - prima del ritorno a Mazara del Vallo del prezioso reperto - rappresenta un momento fondamentale di un grande progetto culturale legato all'archeologia subacquea, settore nel quale la Sicilia si candida ad essere capitale mondiale», ha dichiarato l'assessore regionale dei Beni culturali per la Sicilia Fabio Granata, nel corso dell'inaugurazione della mostra sul «Satiro di Mazara» presentata nella Sala della Lupa di Montecitorio. Presenti, oltre allo stesso Granata, il presidente della Repubblica Ciampi, quelli della Camera Casini e della Regione Siciliana Cuffaro, il ministro per le Attività culturali, Urbani, il sindaco di Roma Veltroni e numerosi studiosi, fra i quali Roberto-Petriaggi, direttore dei lavori di restauro della statua di circa 200 chili attribuita a Prassitele e ripescata nelle acque mazaresi nel 1988. «Dopo la firma della "Carta di Siracusa" anche quest'anno, a partire da domani, nel capo-luogo aretuseo ospiteremo i più grandi specialisti ed accademici del mondo, per costruire un piano di ricerca e la creazione di un sistema dei parchi archeologici subacquei, il quale arricchirà di un tassello specifico e straordinario il rinnovato segmento dei Beni Culturali siciliani», ha informato l'esponente di An, secondo il quale «le Egadi, le Eolie, le Pelagie, la zona fra Porto Palo e Pozzallo e le coste dell'Agrigentino custodiscono tesori che rappresentano il palinsesto della civiltà occidentale e su questo costruiremo il nostro grande progetto di ricerca e promozione, a partire dalla prossima "Settimana della cultura" che in Sicilia, non casualmente, avrà come tema l'acqua». Per Totò Cuffaro «questa grande opportunità non può essere vissuta come un tesoro nascosto ma deve essere rivolta al bene e all'interesse di tutti». Sulla scorta delle affermazioni di Granata scivola il di-scorso di Sebastiano Tusa, responsabile del settore archeologia marina degli uffici della Regione e anche per lui adesso sarà importante «ripescare i compagni di viaggio del Satiro»: «Abbiamo individuato una ventina di target, cioè di punti del fondale da ripulire che sicuramente nascondono altri reperti». Intanto la statua rimarrà a Roma fino al 2 giugno per tornare in Sicilia il giorno dopo e viste le numerose richieste già pervenute - si parla di settemila in coda per vedere l'opera d'arte risalente alla Magna Grecia - non può che dichiararsi legittimo il progetto complessivo di Fabio Granata, che oltre a puntare sulla «renaissanCe» della cultura isolana ha dimostrato di voler «mettere le mani» in segmenti poco attenzionati da altre gestioni e da altra politica nella patria di Empedocle, e Archimede.