Accompagnatori culturali da 21 anni, ma non guide. A denunciare il paradosso sono i volontari dell'associazione La Bricola che quest'anno ha registrato numeri record per le visite guidate serali che l'associazione propone durante l'estate. Non importa se i musei, i palazzi e i monumenti di cui raccontare siano a Chioggia, se si vuole diventare guida a tutti gli effetti occorre conoscere calli e callette di Venezia. E così Chioggia, che negli ultimi anni ospita navi da crociera, non può al momento offrire alcuna escursione professionale del centro storico perché non ha guide certificate sul territorio. «È un assurdo», spiega la presidente della Bricola, Carla Sfriso, «da 21 anni proponiamo tour alla scoperta dei musei e delle chiese di Chioggia, anche in inglese per i turisti stranieri, ma non riusciamo a ottenere l'abilitazione perché ci viene richiesto di conoscere alla perfezione Venezia. Abbiamo avuto contatti con Ctc, Chioggia terminal crociere, ma non possiamo avviare un rapporto strutturato perché non siamo guide a tutti gli effetti. A noi non interessa fare la guida a Venezia, ci piacerebbe poterlo fare nella nostra città». Un inghippo su cui sta lavorando anche il consorzio di promozione Lidi di Chioggia, che chiederà sia rivisitato il regolamento a livello regionale per prevedere un patentino per la laguna sud, così come esiste per il Veneto orientale. La Bricola propone due appuntamenti settimanali, "Chioggia effetto notte" di martedì con il tour nelle chiese e "Giovedì? Ci vediamo al museo", che di anno in anno si arricchiscono di nuove tappe (quest'anno con Santa Caterina fresca di restauro) attirando l'interesse dei turisti, ma anche di tanti residenti che approfittano dell'occasione per scoprire luoghi e risorse nuove della città. «Quest'anno siamo arrivati a 2.000 persone», spiega Eugenio Ferrarese della Bricola, «anche grazie al supporto del nuovo punto turistico sul Lungomare gestito dai Lidi di Chioggia (dal 7 luglio all'8 settembre 1.275 prenotazioni tramite lo Iat e altri 700 con i nostri contatti diretti). La formula piace, in alcune serate abbiamo avuto anche 130 persone che abbiamo suddiviso a gruppi per permettere a tutti di vedere e sentire al meglio. Quando abbiamo visitato la torre di Sant'Andrea abbiamo formato sette gruppi». (e.b.a.)