IL CASOFERMO IL RESTAURO DEL PALAZZO DELLA RAGIONE TRANSENNE intorno al Palazzo della Ragione, l'area della Loggia è off limits. A causa della caduta di calcinacci, l'ennesima, avvenuta giovedì sera, i vigili sono subito intervenuti per recintare provvisoriamente la zona intorno al porticato ed evitare il passaggio della gente. La prima parte dei lavori per il restauro della Loggia ammalorata avrebbe dovuto partire la scorsa primavera. Ma quasi sei mesi dopo il progetto è ancora fermo e non si sa quando verrà avviato. L'area resterà transennata almeno fino alla prossima settimana. Spetterà alla sovrintendenza, in un sopralluogo fissato per lunedì, stabilire l'entità dei crolli e dei danni di giovedì scorso dopo la pioggia di frammenti dall'antico Palazzo della Ragione, sede di grande pregio di mostre fotografiche. E valutare il da farsi. Di sicuro l'episodio non è il primo: lo scorso marzo si era verificata la stessa scena e così anche più volte l'anno scorso, quando le transenne e il nastro bianco e rosso rimasero anche per un certo periodo a delimitare il perimetro della Loggia. La questione non è nuova. L'anno scorso a dicembre la giunta Pisapia aveva approvato il progetto per poi avviare i lavori di restauro dell'edificio. Si iniziò allora mettendo un milione di euro per risistemare la struttura della loggia dei Mercanti, colonne e soffitto, che versano da tempo in stato di degrado. E per il restauro della facciata del Palazzo di fronte al Panigarola e il recupero della falda di copertura della facciata stessa. Ma evidentemente dopo il via libera non fu poi mai fatto un piano operativo per l'intervento e quindi i lavori non sono mai partiti. A oggi non c'è ancora una data fissata. Non solo. Perché per rimettere in sesto tutto l'edificio, sul quale si intervenne già due anni fa per un minirestyling, sono necessari altri otto milioni di euro. Ne serviranno difatti circa 3,5 se si vogliono restaurare le altre tre facciate del palazzo, oltre a realizzare l'adeguamento dei vari impianti dell'edificio. Il progetto definitivo approvato dalla scorsa giunta prevede anche opere di restauro interno e l'abbattimento delle barriere architettoniche, altri 4,5 milioni di euro da trovare. Soldi che il Comune non ha stanziato. E per i quali ha fatto appello ai privati, chiamati già un anno fa a fare la loro parte per completare l'intervento. Ma ancora non si sa se qualche mecenate si sia poi fatto davvero avanti.