«L'IDEA del soprintendente all'Archeologia Prosperetti di smantellare il primo tratto già pedonale di via dei Fori, da piazza Venezia a largo Corrado Ricci, per attrezzarlo a verde, con nuovi ingressi laterali agli scavi e alle strutture museali, è suggestiva. C'è la necessità di superare le barriere create dal fatto che ci sono per la stessa area due organismi competenti. Bisogna ripartire dallo spirito dell'accordo di valorizzazione dell'area archeologica centrale tra Comune e Stato. Ho assoluta fiducia nella cultura e nella competenza di Prosperetti e del sovrintendente capitolino Claudio Parisi Presicce e soprattutto nella loro capacità di individuare insieme la soluzione che meglio riuscirà a trasformare questa suggestione in realtà». Dopo la proposta sui Fori Imperiali, lanciata su Repubblica dal soprintendente, la risposta arriva dall'assessore alla Cultura della giunta Raggi, Paolo Bergamo. Cominciare a smantellare via dei Fori sarebbe il primo passo verso la realizzazione del parco archeologico centrale, sogno di Antonio Cederna. «La soluzione tecnica migliore per ottenere il risultato a cui miravano Cederna e Adriano La Regina, e poi oggi Prosperetti, Parisi Presicce e noi tutti, va individuata attraverso una riflessione a cui certamente dovrà partecipare anche l'assessore all'Urbanistica Paolo Berdini. Si tratta di una bellissima sfida culturale e intellettuale per la città e per chi guarda a Roma come a un polo della cultura mondiale. E trovo anche molto interessante lo stimolo del Premio Piranesi sul futuro dell'area». Secondo Prosperetti per rendere operativo il piano basterebbe un progetto del Comune, steso naturalmente insieme alla Soprintendenza. Che cosa farà il Campidoglio? «Noi concretamente, senza perdere tempo, ci metteremo seduti intorno a un tavolo con coloro che hanno responsabilità e competenza sul tema, con la certezza di riuscire a formulare un progetto comune». Come immagina il futuro del parco archeologico centrale? «Uno spazio di vita dove si possa fare un'esperienza che arricchisca personalmente e nello sviluppo delle relazioni. Significa scoprire, conoscere, essere incuriositi. Oggi i Fori per tanti sono ancora un luogo freddo, una realtà bellissima ma poco comprensibile. E la seconda cosa che vorrei è che il parco archeologico centrale fosse uno strumento per scoprire gli altri tesori della città ». Intende innanzitutto quelli dell'Appia Antica? «Intanto cerchiamo di realizzare questo sogno per quanto riguarda via dei Fori, per noi e per le generazioni che verranno». Pensa il progetto per i Fori possa essere anche una ulteriore attrattiva per il turismo internazionale? «Prima di tutto vorrei che queste novità fossero parte della vita della città. Noi dobbiamo molto alle risorse del turismo ma abbiamo bisogno di incentivarne uno meno mordi e fuggi . E un'equilibrata gestione del parco archeologico centrale potrebbe essere d'aiuto».
L'assessore Bergamo su via dei Fori verde "Sì, facciamo presto"
Il soprintendente all'Archeologia Prosperetti propone di smantellare il primo tratto di via dei Fori per attrezzarlo a verde, con nuovi ingressi laterali agli scavi e alle strutture museali. Questa proposta è stata accettata dall'assessore alla Cultura della giunta Raggi, Paolo Bergamo. Il progetto dovrebbe essere realizzato attraverso una riflessione che coinvolga anche l'assessore all'Urbanistica Paolo Berdini. Il Campidoglio, ovvero il Comune, si sta impegnando a concretizzare il piano, insieme alla Soprintendenza. Il parco archeologico centrale dovrebbe essere uno spazio di vita dove si possa fare un'esperienza che arricchisca personalmente e nello sviluppo delle relazioni.
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