La polizia dimezza la scritta anti premier di Forza Italia Una visita lampo 15 minuti in tutto ma importante per il nuovo Centro Pecci che riapre tra un mese dopo tre anni di lavori, con la mostra di Cai Guo Qiang e i 99 lupi che animeranno un'installazione. Di fronte al Pecci uno striscione sulla sede dei giovani pratesi di Forza Italia, ma la questura taglia la parte con il nome del premier. Prato. Una visita lampo 15 minuti in tutto ma importante per il nuovo Centro Pecci che riapre tra un mese dopo tre anni di cantieri, per la città di Prato, per la Regione che supporta il centro per l'arte contemporanea con risorse importanti. Il premier Matteo Renzi è arrivato in ritardo, ma non ha voluto saltare l'appuntamento con il cantiere prima di andare al teatro Metastasio dove, con una frecciata all'Ue, ha ricordato la crisi di Prato «che non è stata difesa e tutelata per una mancanza di regole che si doveva anche all'Europa» per la manifestazione per il Sì al referendum. Al Pecci i lavori sono in corso in vista del 16 ottobre, data della riapertura, e Renzi non ha neppure messo il casco che gli era stato preparato per fare lo slalom tra i sacchi di cemento. Ormai però il Centro, con spazi raddoppiati, 15 milioni di spesa e un anno di ritardo sulla data di apertura prevista, è quasi pronto. Ad attenderlo i «padroni di casa» della Fondazione che gestisce il Pecci, il sindaco di Prato Matteo Biffoni, il presidente della Regione, Enrico Rossi, il sottosegretario allo sviluppo economico Antonello Giacomelli (pratese), i vertici del Pd toscano. Renzi ha salutato i lavoratori impegnati nel cantiere dell'intervento dell'architetto olandese Maurice Nio, che ha aggiunto la nuova struttura «Sensing the waves», circolare come una nave spaziale e con l'«antenna» sul tetto per captare il nuovo. Un paio di selfie, la stretta di mano con l'artista cinese Cai Guo Qiang che seguiva l'installazione della sua opera e poi via verso il Metastasio. «Bello, ma c'è ancora tanto da fare», ha detto all'uscita. «Aspetto pratesi, fiorentini e non fiorentini il 16 ottobre, per la riapertura e farò il possibile per essere presente alla inaugurazione», ha aggiunto dopo aver espresso al sindaco Biffoni apprezzamento per la nuova architettura. Via Renzi, dentro il Pecci sono rimasti Cai Guo Qiang, i suoi 99 lupi dell'opera «Head on», il direttore Fabio Cavallucci e la presidente della Fondazione Irene Sanesi. «Il nuovo Pecci spiega Sanesi sarà aperto dalle 11 alle 23, ci sarà un cineforum nella nuova sala da 140 posti, iniziative su danza, musica, cultura, per farlo vivere non solo dagli appassionati di arte contemporanea, e la Enoteca Barni gestirà sia il nuovo ristorante nella struttura di Nio con ingresso indipendente sulla piazza davanti al Centro, sia il "vecchio" bar-bistrot nella parte progettata da Italo Gamberini nel 1988». I lupi di Guo Qiang formeranno un'onda che vola e poi si infrange su un vetro il 99 significa per la cultura orientale l'infinito e i lupi bloccati dal vetro rappresentano da un lato lo sguardo verso l'orizzonte dall'altro i limiti che gli individui possono trovare e saranno un segno forte del nuovo corso. Che nell'auspicio della presidente Sanesi dovrebbe portare 50.000 visitatori l'anno al Centro Pecci.