Per il sindaco è ormai «un caso diplomatico» Verona. Tele rubate, per Tosi il caso è «diplomatico» e ne parlerà a Palazzo Chigi. I suoi sono pronti a partire in missione per Kiev, la deputata Alessia Rotta: «I quadri torneranno presto». VERONA. Botta e risposta tra Verona e Roma sui quadri rubati a Castelvecchio, mentre a Palazzo Barbieri monta la rabbia contro il «veronese ad honorem» Petro Poroshenko. Sono passati 310 giorni dalla clamorosa rapina al Museo (e 142 dal ritrovamento in Ucraina delle 17 opere d'arte), ma sul ritorno in patria di quelle tele continua a gravare una nebbia fittissima. Il sindaco Flavio Tosi allarga le braccia e dice che «a questo punto è una questione tutta diplomatica: andrò a Roma anche nella prossima settimana, e tornerò a parlare di questa vicenda anche a Palazzo Chigi, perché ormai il dialogo è tra governi. A livello locale spiega ancora il sindaco abbiamo fatto tutto il possibile per cercare di trovare una soluzione, per creare l'atmosfera migliore tra i due Paesi, anche concedendo, a questo scopo, la cittadinanza onoraria di Verona a Poroshenko. Adesso però è tutto nelle mani della diplomazia, perché la questione coinvolge direttamente due premier, Matteo Renzi e il leader ucraino, e la trattativa vera si svolge ad un livello ben più alto del nostro. Certo, - conclude il sindaco - le polemiche non aiutano, perché bisognerebbe essere costruttivi e collaborare tutti assieme». Verona passa la palla a Roma, insomma. Che però riparte in contropiede, con la parlamentare del Pd, Alessia Rotta (vicinissima a Renzi). «Eh certo ribatte a Tosi la deputata dem lui combina i guai e noi glieli dobbiamo risolvere Lo dico con il sorriso sulle labbra aggiunge senza che il sindaco s'offenda». Poi, con tono più serio, la parlamentare spiega che «in ogni caso Roma c'è, e farà tutto il possibile. Anzi, credo di poter dire ai veronesi che i quadri arriveranno, e arriveranno anche presto, proprio grazie al nostro impegno per risolvere concretamente i problemi, così come abbiamo già fatto per la Fondazione Arena e per il filobus». Due frecciatine e una promessa importante, insomma. Cui si aggiunge il fatto che Matteo Renzi in persona sarà a Verona dopodomani, e proprio quella potrebbe essere l'occasione per un ulteriore confronto tra Tosi e il presidente del Consiglio, senza neppure bisogno di un ritorno a Palazzo Chigi. Proprio da lì, nella scorsa primavera, Tosi e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Luca Lotti, avevano telefonato ad esponenti del governo ucraino. Il problema pareva quello di trovare una data libera nelle agende di Poroshenko e Renzi, per vederli assieme (richiesta di Poroshenko) alla cerimonia del rientro. Poi però, solo un nuovo, lungo silenzio. Intanto però, a Palazzo Barbieri cresce l'insofferenza per questa lunga, interminabile attesa. Insofferenza che coinvolge non solo le opposizioni ma anche la maggioranza tosiana, con una richiesta inedita e clamorosa da parte del consigliere comunale della Lista Tosi, Giorgio Pasetto. «La mia proposta spiega il consigliere - è di coinvolgere tutti i consiglieri comunali in una spedizione a Kiev per chiedere a Poroshenko la restituzione immediata delle opere di Castelvecchio. Nel caso in cui la restituzione non dovesse avvenire, propongo inoltre a tutti i consiglieri che, come me, hanno firmato a favore della concessione della cittadinanza onoraria al presidente ucraino, di revocarla, attraverso una nuova mozione. E poco importa conclude Pasetto - se il rischio è quello di incorrere in una crisi diplomatica, perché è nostro diritto, e dovere quello di richiamare l'attenzione dell'Europa sull'atteggiamento quantomeno anomalo di Poroshenko». Quella di Pasetto non è peraltro una voce isolata. Ansel Davoli e Marco Bacchini, pure loro consiglieri comunali tosiani, si dicono infatti pienamente d'accordo. «Credo sia giusto organizzare una spedizione a Kiev per riavere i nostri quadri», dice Bacchini. E Davoli aggiunge che «su questa proposta credo debbano essere coinvolti tutti i consiglieri comunali, al di là di ogni differenza politica».
Verona. Tele rubate, Tosi chiama Roma. E i suoi: Spedizione a Kiev
Il sindaco di Verona, Flavio Tosi, ha dichiarato che il caso dei quadri rubati al Museo di Castelvecchio è ormai un caso diplomatico e che andrà a parlare di questo con il premier Matteo Renzi. Tosi ha anche affermato che la questione coinvolge direttamente due premier, lui e il leader ucraino Petro Poroshenko, e che la trattativa vera si svolge ad un livello più alto del politico. Il sindaco ha anche affermato che le polemiche non aiutano e che bisognerebbe essere costruttivi e collaborare tutti assieme. La deputata del Pd, Alessia Rotta, ha ribattuto a Tosi, dicendo che Roma c'è e farà tutto il possibile per risolvere il problema.
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