MESTRE. «Zaia ha ragione, scavare nuovi canali è un errore». Sorride il presidente del Pd in Senato, Luigi Zanda. L'ex presidente del Consorzio Venezia nuova (dal 1986 al 1995) a Venezia per parlare di referendum costituzionale, ha fatto di tutto per sottrarsi alle domande sulle grandi navi. Ma all'assist delle dichiarazioni del governatore di due settimane fa, non rinuncia. «Lo dico da tempo che oggi la scienza offre la possibilità di costruire modelli matematici precisi per prevedere gli effetti dello scavo o dell'allargamento dei canali della laguna, del transito delle navi sul moto ondoso dice Zanda io penso che la laguna sia stata già troppo manomessa, ma affidiamoci a uno studio». E' d'accordo anche con la riflessione di Zaia che un canale c'è già, quello dei Petroli che porta a Porto Marghera, una delle ipotesi per le crociere? «Il canale è responsabile dell'appiattimento di ampie parti della laguna interna e dell'erosione, ma è navigabile e già utilizzato. Se sia questa la soluzione non posso dirlo, non ho informazioni sufficienti». Ne ha invece sui problemi legati al turismo. «Come la marea del 1966, questa marea turistica deve essere oggetto di salvaguardia dice ho sempre avuto un'attenzione altissima per la salvaguardia e per la questione sociale di Venezia, oggi bisogna limitare i rischi della monocultura turistica, è un tema enorme, ma continuando su questa strada, la città, così fragile, si consuma». Dopo un'estate innervata dalle proteste, il sindaco Brugnaro ha annunciato di voler limitare gli accessi a San Marco. «La responsabilità di fare proposte sta al sindaco e alla città, non voglio intervenire - dice Zanda - ho l'obbligo però di segnalare una situazione di rischio per l'integrità e l'immagine della città». Il presidente dei senatori Pd cita i sensi unici nelle calli. «È segno dell'eccesso - aggiunge - è mancato l'equilibrio nel selezionare gli esercizi commerciali, c'è troppa paccottiglia, eppure l'artigianato era l'eccellenza veneziana» Per Zanda, bisogna prendere spunto dal convegno «Idee per Venezia» che negli anni '80 ha unito tutti nel comune obiettivo di tutelare la laguna. «Diamoci grandi obiettivi».
Grandi navi? Zaia ha ragione ma affidiamoci a studi precisi
Il presidente del Pd in Senato, Luigi Zanda, ha espresso la sua opinione sulle proposte per la gestione del turismo a Venezia. Ha sottolineato l'importanza di limitare i rischi della monocultura turistica e di proteggere l'integrità e l'immagine della città. Ha anche criticato la mancanza di equilibrio nel selezionare gli esercizi commerciali nelle calli e ha richiesto di prendere spunto dal convegno Idee per Venezia degli anni '80 per trovare soluzioni per la tutela della laguna. Ha anche espresso la sua disapprovazione per le proposte di scavare nuovi canali, considerandole un errore.
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