Ieri e oggi, in città e in ventuno Comuni della provincia, si celebrano 36 eventi, visite guidate, aperture straordinarie di siti culturali nell'ambito della Giornata europea del patrimonio, evento istituito nel 1991 dal Consiglio d'Europa e dalla Commissione europea per valorizzare musei e siti culturali come fattore di unificazione. Un tema tanto più coinvolgente quest'anno in cui l'accento è posto sulla partecipazione dei cittadini nel tenere vivi questi spazi. Se si scorre l'elenco degli appuntamenti in Italia poco meno di un migliaio si scopre che Brescia è la sesta provincia per numero di eventi. Davanti a lei la capitale (Roma annovera 63 eventi) e quattro capoluoghi di regione: Napoli con 51 appuntamenti, Genova con 47, Torino con 43 e Milano con 42. Città, come si vede, che negli ultimi anni hanno investito molto nei beni artistici. Alle spalle di Brescia si collocano la capitale italiana della cultura del 2015 (Ravenna con 34 appuntamenti) e quella di quest'anno (Mantova con 20), ma anche capoluoghi di regione blasonati come Venezia (33), Firenze e Bari (23). Nell'elenco delle realtà bresciane mobilitate, a cui vanno aggiunti i siti statali di Capo di Ponte, Sirmione e Desenzano, colpiscono la vastità, la varietà e la disseminazione del patrimonio. Il che suggerisce almeno tre domande. La prima riguarda la conoscenza fra i più giovani di questi beni. Siamo sicuri che le gite scolastiche prendano in adeguata considerazione queste mete? Intendiamoci: guai a tralasciare le trasferte per vedere il Cenacolo a Milano, la Venere di Botticelli a Firenze o la Madonna dei Frari a Venezia (ma qualche insegnante porta ancora gli studenti a vedere questi capolavori?). Se però certe gite diventano tour sistematici in birrerie bavaresi o brasseries francesi, allora anche le mete domestiche meritano una maggiore considerazione. Il secondo interrogativo riguarda il rapporto città-periferia. Nell'ipotesi, più volte qui auspicata, di una candidatura di Brescia a capitale della cultura, si è tenuto in considerazione questo contesto, questo patrimonio diffuso, questa vitalità di contorno? Ometterlo significa privarsi di una chance . Infine il terzo quesito: questi siti, queste associazioni dinamiche, queste amministrazioni sensibili hanno tentato la via della collaborazione, della rete, della definizione di progetti condivisi? In tempi normali un simile compito sarebbe toccato alla Provincia. Oggi che l'istituzione è stata svuotata, si recita a soggetto ma l'esigenza non cambia. Il patrimonio culturale bresciano ha bisogno di federatori.
Brescia. Quel patrimonio senza rete
Ieri e oggi, in città e in ventuno Comuni della provincia di Brescia, si celebrano 36 eventi, visite guidate e aperture straordinarie di siti culturali per la Giornata europea del patrimonio. Brescia è la sesta provincia per numero di eventi, con 36 appuntamenti. La capitale (Roma) e quattro capoluoghi di regione (Napoli, Genova, Torino e Milano) hanno più eventi. Brescia ha investito molto nei beni artistici e ha realtà culturali come Capo di Ponte, Sirmione e Desenzano. La Giornata europea del patrimonio è un evento istituito nel 1991 per valorizzare musei e siti culturali. L'evento ha un tema di partecipazione dei cittadini nel tenere vivi questi spazi.
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