di Italia Brontesi La Loggia cerca inquilini per palazzo Avogadro, corsetto Sant'Agata: vuole alienarne almeno una parte. Il sopralluogo con la Soprintendenza è fissato a ottobre. Il preventivo per i lavori potrebbe essere saldato da un acquirente: resta un vincolo. È severamente vietato costruire bilocali e trilocali nelle stanze aperte ai visitatori che, secondo il regolamento, devono essere aperte al pubblico. Zona centro, finti busti in bronzo al primo piano, muffe e infiltrazioni incluse nel prezzo: vendesi. La Loggia cerca inquilini per palazzo Avogadro, corsetto Sant'Agata: vuole alienarne almeno una parte. Il sopralluogo con la Soprintendenza è fissato a ottobre: per gli affreschi di Lattanzio Gambara e ogni centimetro della superficie serve la manutenzione urgente, ma mancano soldi sul conto corrente. Il preventivo per i lavori calcinacci, infiltrazioni, decorazioni da restaurare potrebbe essere saldato da un acquirente: resta un vincolo. «Di per sè, il palazzo non è incedibile fa sapere Marco Fasser, della Soprintendenza Ma il codice prevede che il nuovo proprietario non possa ridurne la fruibilità pubblica». In sintesi: è severamente vietato costruire bilocali e trilocali nelle stanze che, secondo il regolamento, devono essere aperte ai visitatori. Le relazioni sullo stato del palazzo sono state spedite al Comune in diverse copie negli anni scorsi: i tecnici avevano parlato, testuale, di «situazione critica» già nel 2001. Cinque anni dopo, avevano iniziato a discutere di interventi urgenti: si era anche pensato di far rientrare il recupero nel progetto del ministero delle Infrastrutture contratti di quartiere II, ma l'idea finì nel cestino. Il sindaco Adriano Paroli, all'epoca del suo mandato, aveva anche tentato un accordo con qualche privato che ci trasferisse dei servizi, e ipotizzato di non conteggiare i soldi per la messa in sicurezza del tetto nel patto di stabilità. La fattura dei lavori, nel 2006, era di 6 milioni di euro: nel 2012 superava i 10 milioni (più il tempo passa, più il check up clinico diventa grave). Il palazzo, ceduto alla Loggia dal conte Carini nel 1818, ha avuto diversi inquilini: la Prefettura nel XIX secolo e, fino alla seconda metà degli anni Novanta, alcuni uffici della Loggia (Urbanistica, Lavori pubblici, gruppi consigliari). Quando i tecnici sono stati trasferiti in via Marconi, le sale si sono svuotate: da allora, nessuno ci ha più messo piede. La vendita del palazzo non è l'unica cui abbia pensato la Loggia, che da alienazioni varie (un quinto del patrimonio della città, incluse farmacie, centri sportivi e terreni) ha preventivato di incassare 10 milioni di euro entro la fine dell'anno. Il piano generale, però, è più sostanzioso, e include, ad esempio la Cascina Maggia di San Polo (4,4 milioni di euro) e un edificio in contrada Sant'Urbano (1,9 milioni). I tecnici hanno stimato il valore di palazzo Avogadro mesi fa: 3,1 milioni, escluse le stanze vincolate dalla Soprintendenza. Nel sopralluogo fissato dalla Loggia con la Soprintendenza è segnato anche un altro indirizzo: palazzo Bonoris, via Tosio. «Valuteremo possibili soluzioni» fa sapere l'architetto Fasser.