Nella Sicilia dei beni culturali negati ai disabili, capita anche che si perdano 250 mila euro per un progetto mandato a un indirizzo sbagliato di posta elettronica. È di oltre tre milioni l'importo dei piani, finanziati dai fondi europei, bocciati perché redatti male: errori nella compilazione delle schede, cronoprogrammi incompleti, importi sbagliati, termini scaduti. Anche così l'Isola rinuncia a circa tre milioni di turisti con disabilità: mancano rampe, ascensori, percorsi per ipovedenti e non udenti in molti siti archeologici e musei dell'Isola. E spesso le porte delle meraviglie siciliane restano chiuse a chi ha disabilità per piccoli intoppi burocratici. Come ad Agrigento, dove è andato perduto un finanziamento da 600 mila euro per l'accessibilità della sala Fazzello del museo. Nello stesso museo dove tocca ai custodi aiutare i disabili a entrare nella sala del Telamone, sollevando le carrozzine. «Risolvere queste difficoltà sarà una delle priorità della nuova programmazione », assicura la neodirettrice Gioconda Lamagna. E sempre nell'Agrigentino non è stato approvato un progetto per il sito di Eraclea Minoa da più di due milioni di euro (circa un quarto per la fruizione) perché la Soprintendenza ha inviato l'email con il piano a un indirizzo sbagliato. Mentre le associazioni chiedono una Sicilia all'altezza delle sue potenzialità, anche per l'accessibilità, si sprecano soldi e tempo. Sono bloccati, per esempio, sei milioni e 200 mila euro per il Teatro greco di Siracusa (una parte destinata alla fruibilità) per un errore procedurale. Adesso la Soprintendenza corre ai ripari per tentare di recuperare la somma, utilissima per mettere passerelle, pedane mobili, pannelli e rendere accessibile a tutti l'intero parco della Neapolis. Bloccati anche i progetti per la fruizione del Ginnasio romano e per la Megara Hyblea. Niente di nuovo sotto il cielo siciliano. Negli scorsi anni sono tornati a Bruxelles 22 milioni di euro destinati ai beni culturali per errori nella compilazione dei progetti. L'assessore Carlo Vermiglio promette un cambio di linea: «Grazie a una norma inserita nella nuova Finanziaria, potremmo avere fondi specifici per l'accessibilità dei siti archeologici e dei musei. Fino a oggi le risorse sono state limitate e non mirate a superare queste difficoltà». Tra il 2000 e il 2006 furono destinati un miliardo e 300 milioni ai beni culturali dell'Isola. «Ovviamente gli interventi prevedevano anche un adeguamento per garantire la fruizione a chi ha disabilità. Evidentemente i progetti sono stati realizzati male », dice l'ex assessore Fabio Granata. È un'impresa visitare la Sicilia per chi è su una carrozzina, ma anche per chi è ipovedente o è sordo. Dal Teatro greco-romano di Taormina fino a Morgantina, gli ostacoli sono ancora troppi per chi ha una disabilità. Ostacoli che interrompono anche l'itinerario arabo normanno di Palermo, da un anno sito Unesco. Per esempio, è impossibile per chi ha deficit motori visitare le chiese di san Cataldo e della Martorana. «Abbiamo avuto un incontro nei giorni scorsi per trovare una soluzione. Stiamo valutando se mettere un ascensore o una rampa mobile», dice Aurelio Angelini, presidente della fondazione Unesco in Sicilia. Non sarà l'unico intervento per l'accessibilità dei beni Unesco: si prevedono investimenti per un milione di euro in tutta la Sicilia per percorsi tattili, audioguide, rampe ed elevatori. «Vogliamo essere pronti ad accogliere tutti: dalla mamma col passeggino a chi è in carrozzina», conclude Angelini.
L'arte vietata ai disabili perduti tre milioni per percorsi senza barriere La Ue: "Progetti fatti male"
La Sicilia ha perso 250 mila euro per un progetto di accessibilità dei siti archeologici e dei musei a causa di errori nella compilazione delle schede e nella posta elettronica. I progetti finanziati dai fondi europei sono stati bocciati a causa di errori nella compilazione, cronoprogrammi incompleti, importi sbagliati e termini scaduti. La perdita di fondi è stata determinata anche da errori nella compilazione dei progetti, che hanno portato a una perdita di circa 22 milioni di euro. La nuova programmazione prevede di risolvere queste difficoltà e di aumentare le risorse per l'accessibilità dei siti archeologici e dei musei.
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