LA PROPOSTA IL SOPRINTENDENTE PROSPERETTI: "TUTTA PEDONALE LA PRIMA PARTE" "Togliamo l'asfalto dai Fori imperiali" Prosperetti rilancia Torna l'idea di Antonio Cederna e Adriano La Regina Il soprintendente "Nuovi ingressi all'area museale" «Basta con l'immobilismo su via dei Fori. Bisogna cominciare a mettere mano ad un progetto. E abbiamo già gli esempi dei grandi architetti che hanno partecipato al Premio Piranesi sul futuro dell'area, da Purini a Franciosini, a Chipperfield. Si deve riaffermare da subito il ruolo culturale della strada, non nella chiave della pomposa retorica del Ventennio, ma come spazio urbano riqualificato». Il soprintendente all'Archeologia Francesco Prosperetti scende in campo per rilanciare il parco archeologico centrale, il sogno di un archeologo del calibro di Adriano La Regina e di Antonio Cederna, il giornalista delle grandi battaglie per l'ambiente. La sua idea? Bisogna partire dal tratto, pedonalizzato in via definitiva, tra piazza Venezia e largo Corrado Ricci, da cui si gode la vista del Foro e della Colonna di Traiano fino al Foro Romano e a tutti gli altri. «Adesso» spiega «è un luogo che non intesse alcun rapporto con questi straordinari spazi. Escludendo l'ingresso al Foro Romano da largo Corrado Ricci, non offre accessi diretti e non consente neanche ai visitatori una pausa comoda e servita». La ricetta della Soprintendenza è quella di una mossa decisiva. «Occorre dare una nuova funzione a via dei Fori» afferma Prosperetti «quella di un grande spazio pubblico istituzionale, unico al mondo, sistemato prevalentemente a verde, sul modello del National Mall di Washington, per consentire il godimento dello spettacolo dei tesori antichi e l'accesso alle aree archeologiche e anche alle strutture museali quali i Mercati Traianei, i sotterranei di palazzo Valentini, la Curia Senatus e, in futuro, la torre dei Conti e perfino villa Rivaldi». Secondo il soprintendente in tempi brevi si può trasformare questo primo tratto di via dei Fori Imperiali in uno spazio a disposizione dei cittadini, «smantellando l'attuale stradone a quattro corsie e conservandone solo due laterali per la viabilità di servizio ». Non solo. «Le aree ai due lati della strada, ricavate a seguito degli scavi degli anni '90» prosegue «potranno essere attrezza- te con panchine pubbliche e sedute con tavolini, utilizzando per i servizi ai tavoli gli spazi esistenti sotto via dei Fori, ovvero le vecchie cantine delle case del quartiere Alessandrino, già usate per il progetto di Piero Angela sul Foro di Cesare». Si tratta di una rifunzionalizzazione che potrebbe partire presto, da inserire in un progetto, a cui si stalavorando, di sistemazione del centro archeologico, da piazza Venezia al Velabro, il Circo Massimo, Caracalla, il Colosseo, la Domus Aurea, Colle Oppio, Foro Romano e Palatino: un grande museo all'aperto parte della vita quotidiana. «Per cominciare dal tratto pedonale dei Fori» conclude Prosperetti «serve solo un piano concordato tra Soprintendenza e Comune nel segno dell'accordo di valorizzazione dell'area archeologica centrale sottoscritto dal ministro Franceschini e dall'ex sindaco Marino il 21 aprile dello scorso anno».