Il commissario del Consiglio internazionale dei siti e dei monumenti Nicolas Faucherre ha chiesto al dirigente di Palazzo Frizzoni Giovanni Cappelluzzo e a due funzionari del ministero dei Beni culturali e della Regione, di essere accompagnato Bergamo ha vissuto ieri cinque ore cruciali per la candidatura delle Mura venete a patrimonio mondiale dell'Unesco, nell'ambito dei Sistemi di difesa veneziani che da Città Alta portano fino a Kotor, Montenegro. Erano da poco passate le 8 quando il commissario del Consiglio internazionale dei siti e dei monumenti (Icomos l'acronimo) Nicolas Faucherre ha chiesto al dirigente di Palazzo Frizzoni Giovanni Cappelluzzo e a due funzionari del ministero dei Beni culturali e della Regione, di essere accompagnato nell'ispezione: nessun accenno a particolari confidenze, nessun sorriso, se non durante il pranzo alla Marianna, quando all'ispettore, esperto di archeologia medievale, è stato mostrato il video dell'abbraccio alle Mura. Ispezione in piena regola. Faucherre ha scattato continuamente fotografie, con una reflex e uno smartphone. È stato accompagnato in Città Alta ma poi, cartina alla mano, ha guidato lui il controllo, alle quattro porte e su tutto il percorso delle Mura. Non si è accontentato di guardare da fuori la cannoniera di San Giovanni, ma ha voluto entrarci, fino al confine sotto le Mura con una proprietà privata. Foto e tante domande, a cui ha risposto con puntualità, come esperto appassionato, Francesco Macario, ex assessore all'Edilizia privata. Presente anche il consigliere delegato alla candidatura Unesco, Roberto Amaddeo: «L'architetto francese mi ha colpito per il suo rigore». Non ha preso alcuna decisione, Faucherre, non era suo compito. Dopo la sua ispezione il «Sistema di difesa» può aspettarsi delle osservazioni. Poi sarà l'assemblea generale Unesco, a luglio 2017 a Cracovia, a decidere.