I servizi doganali francesi hanno messo le mani su un tesoro archeologico che stava transitando per l'aeroporto parigino Charles de Gaulle. Con grande probabilità si tratta di oggetti trafugati dall'Isis durante i saccheggi dei siti storici in Siria e in Iraq. Se ne parla come di uno dei più importanti sequestri di beni culturali in Europa degli ultimi tempi. Il ritrovamento risale al marzo scorso, ma è stato reso noto solo martedì. I reperti sono stati analizzati dagli esperti del dipartimento delle Antichità del Louvre. Si tratta di due bassorilievi del XIV-XVI secolo scolpiti con foglie, uccelli e grappoli d'uva che probabilmente ornavano la balaustra del coro di una chiesa paleocristiana. Il loro valore è stimato intorno ai 250mila euro. Gli esperti del Louvre sono sicuri della loro provenienza: la regione della valle dell'Eufrate tra la Siria e l'Iraq, attualmente occupata dall'Isis. I due oggetti viaggiavano in una massiccia cassa di legno, in arrivo dal Libano e diretta in Tailandia, di ben 108 kg, che secondo i documenti avrebbe dovuto contenere banali «pannelli decorativi da giardino». La cosa ha insospettito gli agenti. Secondo le autorità doganali, sentite da «Le Parisien», che ha rivelato la notizia, è il segno che l'Isis è a corto di finanziamenti: «L'Isis si libera della mercanzia più frettolosamente di prima, hanno fatto notare. Prima questo tipo di oggetti transitavano via terra e su circuiti paralleli complessi, ora prendono tragitti molto più sorvegliati».