Mibact dopo le verifiche del caso sulle stratificazioni archeologiche ha acceso il disco verde per la riqualificazione finanziata da Ast Piediluco, c'è l'ok della Soprintendenza per la ripresa dei lavori al Centro remiero Dopo la sospensione e le verifiche archeologiche del caso, arriva il via libera della Soprintendenza. Potranno riprendere i lavori di riqualificazione del Centro remiero di Piediluco finanziati da Ast e stoppati nei giorni scorsi a seguito del rinvenimento di reperti in terracotta risalenti alla fine dell'Età del bronzo ma anche per la presenza di stratigrafie che sono state oggetto di saggi di controllo da parte degli uffici ministeriali competenti. Il via libera è arrivato nelle ultime ore ed è stato comunicato dalla Soprintendenza che ha anche accertato come le lavorazioni fin qui eseguite non abbiamo intaccato le stratigrafie presenti nel tratto di sponda lacustre interessato. Nella nota, recapitata ad Ast e naturalmente anche al Comune di Terni, viene quindi formalizzato che nulla osta al prosieguo degli interventi di riqualificazione del Centro remiero di Piediluco a patto che, però, ogni opera che presupponga scavi e movimentazioni della terra venga realizzata senza intercettare le stratigrafie presenti. Prevista anche la supervisione dell'archeologo di cantiere, chiamato a vigilare sulle lavorazioni che riprenderanno nelle prossime ore. Per quanto riguarda i reperti in terracotta si tratterebbe di otto casse già inventariate dall'archeologo di cantiere e pronte per essere inviate alla Soprintendenza per i beni archeologici. Tra i reperti riaffiorati risultano anche fibule e coltelli.