OLBIA I turisti passeggiano in costume e infradito, tappezzano la spiaggia di ombrelloni e asciugamani, nuotano beati dove il colore del mare offre scenari da cartolina. Lo Spalmatore di terra, cioè quella striscia di rocce e sabbia che si estende per centinaia di metri, è praticamente l'unica zona di Tavolara accessibile al grande pubblico. Ma c'è qualcuno che questo angolo di paradiso lo aveva scoperto molto prima, già nell'età del rame. Precisamente cinquemila anni fa, tremila anni prima di Cristo, mille anni prima che i nuraghi comparissero su pianure e colline della Sardegna. La scoperta è stata messa a segno con due campagne di scavo, tra il 2011 e il 2013, che avevano portato alla luce i resti di un insediamento e frammenti di ceramica. Ma adesso, dopo complesse e ulteriori ricerche, arriva un'ultima rivelazione che apre nuovi e importanti scenari. Gli indizi raccolti dagli archeologi svelano che gli antichi abitanti di Tavolara erano in contatto con altre popolazioni dell'Italia peninsulare. E precisamente con quelle della Toscana. Prima dello scavo. Gli archeologi avevano più di un indizio da cui partire. Nella striscia di Spalmatore, in superficie, erano stai infatti rinvenuti frammenti ceramici dell'età del rame, cioè tra il 2800 e il 1900 avanti Cristo, un periodo storico quasi sconosciuto in Gallura. Poi sempre a Tavolara, sulle pareti della Grotta del Papa, si trovano dipinte delle figure umane stilizzate, anche queste riconducibili all'età del rame. Quindi nel 2011 è partito lo scavo, grazie a una collaborazione stretta tra Area marina protetta, diretta da Augusto Navone, Rubens D'Oriano per la soprintendenza e l'archeologa Paola Mancini, che ha diretto gli scavi. L'insediamento. Gli scavi, compiuti tra le dune di Spalmatore, hanno dato grosse soddisfazioni. «I dati emersi hanno superato le aspettative spiega l'archeologa Paola Mancini . Abbiamo ritrovato le tracce di alcune delle capanne dislocate nella penisoletta che custodivano ancora i resti dell'ultimo momento di vita in questo luogo. Siamo nell'età del rame, precisamente nella fase finale detta di Monte Claro, dal parco omonimo di Cagliari in cui sono stati ritrovati per la prima volta i manufatti di questa cultura». Paola Mancini quasi non ha creduto ai suoi occhi. «L'insediamento di Tavolara è eccezionale perché si tratta del primo in questa fase della preistoria finora noto nella Sardegna nordorientale e il primo in assoluto su un'isola - spiega -. L'estensione, almeno 100 metri lineari, e i materiali rinvenuti, prevalentemente decorati, consentono di proporne un carattere stabile e non di un semplice scalo temporaneo o luogo di sosta». Con tutta probabilità gli antichi «tavolaresi» sfruttavano le risorse che avevano a disposizione: pesce, conchiglie, sale. «Quindi si tratterebbe del primo abitato dell'età del rame in Sardegna a prevalente vocazione marina» aggiunge Paola Mancini. Contatti con la Toscana. L'ultima novità emerge ora, cinque anni dopo il via agli scavi. Con Paola Mancini sta collaborando un'equipe internazionale di studiosi, tra cui Paolo Orrù, Kyle Freud e Silvia Amicone. Gli archeologi hanno raccolto ulteriori indizi che aprono nuovi scenari sullo studio del popolamento della Sardegna nella preistoria. «È indubbio che la presenza di un abitato dell'eneolitico a Tavolara sia da mettere in relazione con le rotte transmarine che fin dal neolitico mettevano in comunicazione la Sardegna con la penisola, la Corsica e la Francia - spiega Paola Mancini -. A questo proposito, gli studi ci dicono che i materiali ritrovati a Spalmatore trovano confronti sia in ambito sardo che extrainsulare. In particolare lo studio delle ceramiche ha rivelato una forte similitudine con quelle ritrovate in diversi siti archeologici della Toscana. Ciò conferma il protrarsi degli scambi culturali tra le due regioni». E tutto questo cinquemila anni fa.
SARDEGNA - Tavolara superstar già nell'età del rame
Gli scavi condotti a Tavolara hanno rivelato l'esistenza di un insediamento dell'età del rame, circa cinquemila anni fa. L'insediamento, situato sulla penisoletta di Spalmatore, era probabilmente un luogo di sosta o di residenza per i tavolaresi. Gli scavi hanno rivelato tracce di capanne e materiali decorati, tra cui ceramiche con similitudine con quelle ritrovate in Toscana. Questo suggerisce che gli antichi abitanti di Tavolara erano in contatto con le popolazioni della Toscana. L'insediamento è considerato eccezionale perché è il primo noto nella Sardegna nordorientale e su un'isola.
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