DOMANI LA SENTENZA D'APPELLO NELLA CAUSA CHE OPPONE UN COMUNE CALABRESE ALL'UNIVERSITÀ DI TORINO Ateneo pronto al ricorso in Cassazione se il museo venisse costretto a restituire i resti del celebre brigante POLITICI, accademici e anche preti. Sulle sorti del cranio del brigante Villella in questi anni si sono pronunciati un po' tutti, ma domani toccherà ai giudici mettere la parola fine alla querelle che ha diviso Nord e Sud per almeno tre anni. È attesa in giornata la sentenza della corte d'Appello di Catanzaro sulla controversia che vede opposta l'Università di Torino e il Comune calabrese di Motta Santa Lucia, che nel 1803 diede i natali a Giuseppe Villella, pastore morto in carcere dove era stato rinchiuso con l'accusa di furto e incendio, e che ora vorrebbe gli fossero restituite le spoglie esposte nel museo torinese che ricostruisce la storia di uno dei fondatori della criminologia, Cesare Lombroso. Nel suo cranio l'antropologo torinese sostenne di aver trovato una delle caratteristiche morfologiche proprie del delinquente, cioè la fossetta occipitale mediana che ha fatto da base alla "teoria dell'Atavismo". Una tesi secondo la quale «delinquenti si nasce» confutata da tempo, ma che all'epoca ebbe grande successo. Sulla restituzione del teschio è nata una vera battaglia, con tanto di comitato "No Lombroso" che chiede la chiusura del museo e movimento neo-borbonico che sostiene sia uno strumento di propaganda razzista. In primo grado il tribunale di Lamezia Terme aveva dato ragione al Comune calabrese, ma l'ordinanza era stata sospesa e il cranio è rimasto a Torino. «La posizione dell'Università è che il cranio del brigante è un bene culturale e come tale non può essere rimosso senza l'autorizzazione del Ministero e della Soprintendenza spiega Sergio Foà, delegato del rettore per le questioni legali Il comune da un lato sostiene di rivolere il teschio per dargli degna sepoltura, ma dall'altra pensa anche di esporlo in un "contromuseo" dove si spiega che le teorie di Lombroso sono sbagliate. Peccato che già oggi il cranio si trovi in una sezione del museo in cui sono illustrati gli errori dell'Atavismo criminale». L'Università ha presentato anche un parere favorevole dell'Icom, l'International Council of Museums, che conferma la correttezza della scelta di esporre i resti di Villella al museo Lombroso. Se i giudici d'appello dovessero confermare la sentenza di primo grado il trasferimento del cranio in Calabria potrebbe anche essere immediato, ma l'ateneo di via Verdi potrebbe chiedere un'ulteriore sospensiva e fare ricorso in Cassazione.