«ATorino vogliamo portare editori, librai, bibliotecari: tutta la filiera del libro. Non sarà facile risolvere il rebus ma si può fare». Rossana Rummo rappresenta il ministro Dario Franceschini al tavolo tecnico che sta lavorando per verificare la possibilità che nasca un Salone Internazionale del Libro MITo. Non si può definire ottimista ma pensa ancora che si possa arrivare ad un accordo. E chiarisce: «Torino ha dato la sua disponibilità per una governance unica. L'Aie è chiaramente interessata più alla parte commerciale. Vedremo». E l'assessore regionale Antonella Parigi riflette su cosa potrebbe accadere se il piano del Salone unico non andasse in porto: «Se a Torino andasse l'organizzazione di un Festival, certo non avremmo bisogno del know-how di Milano. Abbiamo esperienza e competenza per inventare una formula vincente. Penso ad esempio ad un Festival della Contemporaneità ». Ma se c'è un punto che emerge chiaramente dall'incontro di ieri è che non è intenzione dei ministeri creare una divisione per cui a Milano andrebbe la parte commerciale del Salone unico e a Torino quella degli eventi: «Non sarà così», ripete con decisione Arnaldo Colasanti, che rappresenta il Miur di Stefania Giannini. Se l'accordo ci sarà «si dovrà subito cominciare a lavorare a un palinsesto unico e condiviso, che come ha spiegato il ministro Franceschini sia qualcosa di compleamente nuovo», aggiunge Rummo. Solo qualche accenno alle date: si sa che l'amministratore delegato di Fiera Milano insiste che l'appuntamento sia ad aprile, dal 19 al 23 come annunciato dalla Fabbrica del libro, la spa formata da Aie e Fiera Milano. Renata Gorgani, che la presiede e in questa veste siede al tavolo tecnico dice: «Al momento la data non rappresenta alcun ostacolo». La discussione non è certo finita, e lunedì sera ci sarà un secondo incontro che precede la proposta ufficiale. «Non ci saranno rinvii. La partita si chiude in ogni caso martedì», fanno sapere al Mibact. A dispetto delle dichiarazioni diplomatiche, il braccio di ferro c'è ed è certo più duro di quanto emerga dalle parole ufficiali. Renata Gorgani glissa: «Troveremo la formula migliore», si limita a dire. Massimo Bray, nel pool di esperti per la Fondazione torinese, conferma che il lavoro va avanti. Lunedì sera ci sarà un secondo incontro. Martedì al ministero si ritroveranno Chiara Appendino e Giuseppe Sala, Sergio Chiamparino e Massimo Bray per la Fondazione. La decisione sarà definitiva. Il mondo culturale torinese sta a guardare con molta perplessità e Gian Giacomo Migone, promotore della raccolta di firme degli intellettuali e professori (oltre seicento adesioni) invita Torino ad alzare la testa: «Nessuna preclusione per un Salone unico che si svolga contemporaneamente a Milano e Torino purchè non ci siano distinzioni nette sulle vocazioni - dice - Vorrei poi sottolineare, a dispetto di quello che si possa pensare, vedo più debolezza a Milano. Torino ha una sua forza». Pensiamo alle querelle sul cinema quando a Roma Veltron ha voluto un Festival, aggiunge «Il nostro Festival ha mantenuto la sua posizione, quello di Roma non è mai decollato. E mentre Settembre Musica qui funziona benissimo, a Milano non se ne sente parlare granché».
"Porteremo a Torino tutta la filiera del libro" Parola di ministero
Il ministro Dario Franceschini ha incontrato Rossana Rummo, rappresentante del ministro, per discutere la possibilità di creare un Salone Internazionale del Libro unico a Torino e Milano. La discussione è stata difficile, ma non è stata definitiva. Il tavolo tecnico ha stabilito che la decisione sarà presa martedì. Il Salone unico potrebbe essere organizzato contemporaneamente a Milano e Torino, senza distinzioni nette sulle vocazioni. Il mondo culturale torinese sta a guardare con perplessità, ma Gian Giacomo Migone, promotore della raccolta di firme degli intellettuali, sostiene che Torino ha una sua forza e che il Salone unico potrebbe essere un'opportunità per la città.
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