Il Palazzetto delle Pescherie di Rialto fermo al palo. Da un anno e mezzo il Comune lo ha donato alla Fondazione Musei Civici - compensandola così della perdita patrimoniale di Ca' Corner alla Regina, venduta alla Fondazione Prada - per farne così il tredicesimo museo della città. Un museo che dovrebbe in particolare essere dedicato alla storia di Venezia e alle sue tradizioni, in sintonia con quanto richiesto al Comune anche dai cittadini della zona del mercato del pesce che avevano raccolto circa mille firme sotto una petizione indirizzata al sindaco Luigi Brugnaro, in cui chiedevano che in quello spazio espositivo venisse ricostruita anche la storia dell'antica Rialto. La Fondazione Musei Civici - che pure per ora mantiene uno stretto riserbo su tutta la vicenda - starebbe già lavorando da tempo a un progetto specifico di carattere museale, legato proprio alla storia della città per il riuso del palazzetto delle Pescherie. La novità è che ci sarebbero già da qualche tempo dei mecenati stranieri del mondo anglosassone pronti a finanziare tutta l'operazione e il riuso del Palazzetto a questi fini. Ma, nonostante i contatti intercorsi, l'Amministrazione e in particolare il sindaco Luigi Brignaro non avrebbero preso una decisione in merito. Il rischio, a questi punto - se non si arrivasse in tempi brevi a una decisione - è che gli investitori rinuncino è che il palazzetto delle Pescherie resti ancora vuoto e inutilizzato, visto che non ci sarebbero in questo momento le risorse per un investimento diretto di Comune e Fondazione Musei nella sua ristrutturazione. Va ricordato che lo spazio disponibile dell'edificio delle Pescherie è di grande prestigio - con il loggiato che si affaccia sul Canal Grande che può essere utilizzato anche per presentazioni di eventi culturali - ma non particolarmente ampio. Il palazzetto è composto di due corpi di fabbrica, uno di 280 metri quadri e uno di circa 500 - non è immenso ma estremamente "elastico", prestandosi appunto a un uso polivalente. Necessario però un restauro prima della riapertura, di un costo di almeno un milione di euro. Un restauro che i finanziatori stranieri potrebbero assicurare a loro spese. L'edificio inoltre potrebbe consentire di esporre parte delle opere conservate nei capienti depositi della Fondazione Musei Civici , legate alla storia della città, costituendo così un quarto caposaldo dell'istituzione museale su questo lato del Canal Grande che precede Rialto, dopo il Museo di Storia Naturale, quello del Costume di Palazzo Mocenigo e la Galleria internazionale d'arte moderna di Ca' Pesaro. Tutto però è nelle mani di Brugnaro e delle sie decisioni. (e.t.)