Carlo Azeglio Ciampi ricordato anche a Venezia da coloro che furono suoi colleghi al Governo, ma che lo frequentarono anche dalla laguna, come l'attuale presidente della Biennale Paolo Baratta e il presidente dell'Autorità Portuale Paolo Costa, che da sindaco della città, ricevette il suo messaggio di vicinanza e solidarietà alla città in occasione della bomba scoppiata al Tribunale di Venezia nel 2001. «Mi sono ben presenti», ricorda Baratta, «gli anni del dialogo con Ciampi come Banchiere Centrale. Poi durante la sua presidenza del Consiglio, come stavamo intorno a lui, noi soprannominati i "Ciampi boys". Seppe poi essere anche un Padre della Repubblica. Ho ripensato in questi giorni alla nostra storia, e fu la prima volta che un Capo di Stato frequentava la Biennale come atto non formale e istituzionale ma con un atteggiamento non rituale di convinta e attenta visita. Vide la prima Biennale Arte di Harald Szeemann nel 1999, una visita che fu di fatto l'inaugurazione dell'Arsenale restaurato (in vernice fu presente il Ministro dei Beni Culturali, Giovanna Melandri). E tornò nel 2001 per la cerimonia di premiazione della 58A Mostra del Cinema». Paolo Costa che collaborò con Ciampi alla Banca d'Italia, al governo e in iniziative veneziane come la Venice International University, ricordandolo con stima e affetto, dichiara: «È morto un Padre della Patria italiana e un Padre della Patria europea. Uno dei pochi statisti degni di questo nome della fine dello scorso secolo e all'inizio di questo. Uno statista perché aveva la capacità di cercare il consenso sulle decisioni utili alla comunità e non condizionando le proprie decisioni alla ricerca del consenso. Ha servito il Paese in anni che ritenevamo difficili, nulla a confronto delle complessità che ci troviamo a fronteggiare oggi, e in più governi compreso quello Prodi 1 con il quale anche io ho avuto il privilegio di collaborare. Anche Venezia non può non ricordarlo con rimpianto perché, da Presidente della Repubblica, ha sostenuto e incoraggiato la ricostruzione del Teatro La Fenice, che volle inaugurare personalmente. E anche perché, quando ha assunto cariche di governo, ha avuto la "civetteria" di mantenere la presidenza della Venice International University, nella convinzione che uno dei destini di Venezia fosse quello di diventare una grande città degli studi». Prosegue ancora Costa, ricordando Ciampi: «Al governo e alla presidenza della Repubblica ha sempre testimoniato la necessità di rispettare il senso e ruolo delle istituzioni. Non aveva difficoltà ad assumersi grandi responsabilità con l'umiltà e la lungimiranza, propria dei grandi leader, di riconoscere e valorizzare i contributi di tutti. Anche quelli di un ministro neofita che gli proponeva di rischiare finanziando le ristrutturazioni edilizie (oggi di moda), di fare ordine nel sistema autostradale, ordine che vale ancora oggi. Piccoli atti che accompagnavano quelli più importanti come la battaglia per l'ingresso nell'euro e l'aggancio dell'Italia ai destini europei per il quale verrà indiscutibilmente ricordato, con meriti che i populismi anti europei di oggi non cancelleranno». A Venezia Ciampi aveva anche le sue piccole ritualità. In occasione delle sue visite - come una sosta all'Harry's Bar di Arrigo Cipriani, che frequentava sin da quando era Governatore della Banca d'Italia e dove si fermò con la moglie, la signora Franca, anche in quel 2001, ricordato da Baratta perché il presidente partecipò in quell'anno alla premiazione della Mostra del Cinema.