Obiettivo principale della ricerca sarà la storia dell'insediamento romano Archeologi ed operai a lavoro per liberare nuovi ambienti pavimentati RIOTORTO. Ancora mosaici protagonisti a Vignale pur senza il "Signore del tempo" (Aiòn). L'aratro, in passato, ha scavato a fondo ma alcune parti si sono salvate: tessere in bianco e nero (colori già di gran moda). Appena partita la campagna di scavo con più cose da scoprire sulla villa romana e sull'annessa stazione di posta lungo la via Aurelia (prima strada del mondo conosciuto e conquistato dai Romani). «Quando il progetto è nato ricorda Enrico Zanini, da sempre alla guida della ricerca il nostro focus scientifico era la stazione di posta: ci interessava molto capirne l'articolazione e gli effetti, nel lungo periodo, sulla trasformazione del territorio. La scoperta, quasi fortuita, del grande mosaico,tra 2014 e 2015 aggiunge Zanini ha spostato l'attenzione sulla villa perché la grande sala col pavimento a mosaico di epoca tardoantica (IV secolo d.C.) va ad occupare una parte della più antica villa romana. La villa nasce intorno alla metà del I secolo a.C. ; fino ad oggi sappiamo che si sviluppava su un'area vasta (diverse centinaia di metri quadri) non lontano dalla riva della laguna di Falesia, ma non conosciamo bene l'articolazione, né come si svolse la sua vita tra il I secolo a.C. e l'epoca in cui venne ristrutturata con la costruzione della grande sala mosaicata, né, ancora, come si arrivò alla sua decadenza, alla nascita della necropoli che si impiantò ad un certo punto sui suoi livelli di abbandono e, infine, alla sua scomparsa dal paesaggio». «Il lavoro di quest'anno interviene Elisabetta Giorgi, qui da subito sarà volto a sciogliere alcune di queste incertezze.Un gruppo di archeologi è al lavoro insieme agli operai del Comune per aprire la nuova area di scavo verso nord: qui stanno emergendo nuovi ambienti della villa, costruiti in opera reticolata (come le grandi ville dell'Elba) e pavimentati in cocciopesto e mosaici. Un altro gruppo dice Elisabetta Giorgi è impegnato nello scavo di una stanza della villa decorata con un mosaico a tessere bianche e nere relativo alla prima fase di costruzione della villa (I secolo a.C.) e nelle operazioni di pulizia e consolidamento di alcuni lacerti di pavimento, sempre a mosaico, che sono stati spostati dalla loro posizione originaria dalle arature che nel tempo hanno danneggiato molta parte della stratificazione, alcune raggiungendo anche i livelli sottostanti, i pavimenti antichi». Lo staff sullo scavo. Mentre la ruspa del Comune è impegnata per liberare aree rimaste a lungo coperte (nessun rischio assicurano gli archeologi responsabili della ricerca), gli studenti sono già al lavoro nell'area liberata dalle coperture. Cleo Barbafiera (beni culturali, Università di Pisa ) è di Castiglione della Pescaia: «Ho scoperto Vignale Riotorto grazie ai social racconta impressionante la grandezza di questo sito di ricerca». «Davvero bella l'accoglienza aggiungono i "colleghi" più vicini Location ideale dove fare esperienza». Questi gli studenti archeologi arrivano quest'anno da Pisa, Bologna, Siena per partecipare alla campagna scavo che andrà avanti fino al 15 ottobre: Nina Marotta, Samanta Mariotti, Francesco Ripanti, Andrea Bellotti, Jacopo Celani, Mickey Scarcella, Leonardo Mancuso, Eleonora Andreini, Benedetta Volpini,Jacopo Scoz, Luca Luppino, Debora Tanganelli, Giulia Elena Lugli, Beatrice Gasperini, Cleo Barbafiera. Responsabile della ricerca Enrico Zanini, coadivato da Elisabetta Giorgi (dipartimento scienze storiche università di Siena). Uno staff che oltre ad occuparsi della campagna scavo sarà spesso coinvolto in iniziative organizzate sul territorio (e dalle tante visite delle scuole dalla Val di Cornia). Domani, ad esempio, (nel programma delle "Strane feste di Vignale") alle ore 10 cantiere aperto; dunque visita guidata proprio a cura degli archeologi dell'università di Siena- Ass MuoviMenti (info e prenotazioni 347 4280530). Nuovi appuntamenti o progressi della ricerca archeologica possono essere seguiti sulla pagina social "Uomini e cose a Vignale" ( freschidiscavo).