TORINO si candida a ospitare la sede del Centro Europeo per il Futuro dei Musei, che prenderà il via nel 2017. L'annuncio è arrivato ieri mattina dalla presidente della Fondazione Torino Musei Patrizia Asproni, durante la terza sessione della piattaforma "Museum: Vision 2026", che si è tenuta a Palazzo Madama. Al tavolo con lei, a disquisire di innovazione tra arte e scienza e del nuovo ruolo delle istituzioni culturali, con un occhio al museo che verrà, il presidente dell'Istituto Nazionale di Fisica nucleare Fernando Ferroni e il docente di Economia e gestione delle imprese Stefano Micelli. L'incontro è stato preceduto dal doppio appuntamento di giugno, che ha avuto come ospiti esponenti del mondo dell'innovazione e delle tecnologie, tra questi i rappresentanti Singularity University e delle due principali istituzioni internazionali del "domani", il Museum of the Future di Dubai che sarà inaugurato il prossimo marzo e il Museu do Amanha di Rio de Janeiro. Un'iniziativa, quella del Centro per il Futuro dei Musei, promossa dalla Fondazione Industria e Cultura di Confindustria, che vede in lizza anche Firenze e Bologna. Il nome della città prescelta che rappresenterà anche gli altri paesi europei e avrà come interfaccia il Center for the Future of Museums di Washington - sarà reso noto a dicembre. «Il futuro dei musei è il tema del presente dice Asproni. La nuova struttura deve diventare punto di osservazione dei mutamenti in corso e crocevia di esperienze, interlocutore privilegiato per l'elaborazione di politiche culturali di lungo periodo e laboratorio di idee». Il Centro dovrebbe essere insomma un luogo in cui studiare i nuovi scenari culturali e produrre contenuti, con particolare attenzione al tema dei codici culturali. «Bisogna aprire i musei ai nuovi flussi turistici e alle contaminazioni, fare in modo che il nostro linguaggio artistico sia compreso anche da chi ha radici e riferimenti diversi. Penso per esempio alla Cina, dove le scene a soggetto religioso dei nostri quadri dal Medio Evo al Rinascimento potrebbero non essere capiti, per mancanza di riferimenti ai temi affrontati, per esempio la loro pittura non prevede la raffigurazione umana». L'apertura a nuovi pubblici è vista anche in un'ottica economica, mentre la contaminazione tra discipline, con l'aiuto della tecnologia, può trasformarsi in risorsa economica e permettere una via d'uscita dalla crisi attuale. Il Centro europeo sarà sostenuto da fondi privati, per lo più di enti e aziende, ed europei: vincerà la città che presenterà il progetto più convincente e messo insieme maggiori risorse: «Ne ho già parlato con il presidente Chiamparino, perché la Regione sarà capofila del progetto, ma solo a livello istituzionale» continua Asproni. E ammette di non averne parlato a Palazzo di Città si sa che non è ancora avvenuto l'incontro da tempo richiesto con la sindaca Chiara Appendino e con l'assessore alla cultura Francesca Leon anche perché il Comune non è parte in causa. «Noi pensiamo che oggi sempre più i musei siano luoghi di dinamismo: abbiamo il più grande patrimonio del mondo, ma non basta. Occorre cambiare il punto di vista, colmare la frattura tra arte, scienza e tecnologia - afferma Asproni. E utilizzare i contenuti dei nostri siti di cultura per fare formazione».
Musei del futuro Torino si candida a diventare capitale europea
La Fondazione Torino Musei ha annunciato che la città di Torino si candida a ospitare la sede del Centro Europeo per il Futuro dei Musei, che sarà inaugurato nel 2017. La presidente della Fondazione, Patrizia Asproni, ha dichiarato che il futuro dei musei è il tema del presente e che il Centro deve diventare un luogo di studio e di produzione di contenuti, con particolare attenzione al tema dei codici culturali. Asproni ha anche sottolineato l'importanza dell'apertura ai nuovi flussi turistici e alle contaminazioni tra discipline, con l'aiuto della tecnologia, per trasformarsi in risorsa economica. La città che presenterà il progetto più convincente e messo insieme maggiori risorse vincerà la candidatura.
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