GRUPPI dei sì, gruppi dei no. Battaglie ambientali, per la vivibilità dei quartieri e contro le grandi opere. Battaglie e comitati che negli anni hanno viaggiato nelle piazze, poi sul web, e hanno contribuito a disegnare la Genova di oggi. Quali? Da Acqua bene comune e le 20 mila firme raccolte a Genova per il referendum del 2011 sull'acqua pubblica, agli Amici del Chiaravagna e le lotte per la chiusura della discarica di Scarpino. Dai No Gronda ai No Tav, fino al comitato Acquasola nel cuore della città. Loro, ad esempio, la storia del parco dell'Acquasola l'hanno cambiata: dove doveva sorgere un parcheggio sono stati i cittadini a presentare, nel 2009, un esposto penale che ha dato impulso alle indagini della procura, e ha portato al blocco dei lavori, alla condanna in primo grado (per violazione del codice dei beni culturali e del paesaggio) di diversi tecnici di comune, Soprintendenza e di Sistema Parcheggi, la concessionaria alla quale Tursi ha dovuto riconoscere indennizzi per circa 2 milioni. Oggi il parco è stato riaperto: «Una battaglia simbolica? Sì, anche se dura, le nostre botte legati agli alberi le abbiamo prese racconta il legale del gruppo Vincenzo Lagomarsino Ma se i cittadini sono determinati possono riuscire a far valere le proprie ragioni». Ci stanno provando, a Ponente, i comitati che si oppongono alle grandi opere: i No Gronda, nonostante il parere positivo arrivato dal ministero sul nuovo asse autostradale, confidano ancora «che si arrivi a un ripensamento: anche perché il traffico negli anni è calato del 20 - dice Davide Spinella del comitato Proprio quanto avrebbe dovuto drenare la Gronda dalla Genova- Ventimiglia». E poi l'altra grande opera contestata, il Terzo valico ferroviario: i cantieri sono già avviati, e se da un lato i No Tav protestano per il rischio amianto, è nato anche un gruppo di famiglie, abitanti di Salita Ca' dei Trenta, che lamentano intorno al cantiere di Trasta problemi alla viabilità, vicinanza eccessiva a una scuola, troppo rumore di notte: una protesta non ideologica ma in nome della vivibilità. E se ad alcune lotte si è rinunciato - come al ricorso del comitato di corso Italia contro l'impatto dello scolmatore del Fereggiano altre sono intramontabili: quella del comitato di corso Sardegna per la riapertura sotto forma di spazio pubblico, in attesa di una destinazione definitiva, dell'ex mercato ortofrutticolo. O quella del comitato ex Boero, che vigila a Molassana sui rischi idrogeologici della conversione dell'area in centro commerciale (un po' come nell'area ex Guglielmetti). O quella, di nuovo calda, sul fangodotto della Volpara. Tra i comitati più attivi in Valbisagno ci sono gli Amici di Pontecarrega: «Bene il regolamento comunale sulla partecipazione, ma il nostro obiettivo è più ampio avverte Fabrizio Spiniello vogliamo una legge regionale che istituisca un garante della partecipazione come in Toscana». E se nel Centro storico si lotta contro degrado, rumore e spaccio, nei quartieri popolari il presidente del coordinamento comitati, Peppino Miletta, ha riacceso il dibattuto con Tursi sulla sicurezza e la rapida riassegnazione degli alloggi sfitti, altrimenti occupati abusivamente. Gli ultimi comitati nati in ordine di tempo? «Respiriamo Genova racconta Furio Truzzi di Assoutenti, spalla di tanti movimenti che si batte contro l'ordinanza antismog di Tursi e le assurde limitazioni alle moto per ora tenuta in stand by dal comune e contro il vero inquinamento, quello di navi e industrie. E i comitati di Quarto per chiedere ad Amiu di migliorare la differenziata spinta, riducendo l'ingombro dei bidoncini da tenere in casa: sfide ancora tutte aperte».