E ADESSO, (quasi) un anno dopo la chiusura dei cancelli di Expo, anche l'ultimo, più visibile e contestato segno dell'Esposizione si prepara a sparire dal centro della città. E questa volta, non ci saranno "piani b", proroghe e nemmeno traslochi. Il prossimo mese, giusto il tempo necessario alla Triennale che ha utilizzato le strutture fino allo scorso lunedì per la manifestazione dedicata al design per lanciare una gara e appaltare i lavori, e per l'Expo gate partirà l'ultimo cantiere. Quello per smontare le due piramidi di vetro spuntate all'ombra della Torre del Filarete. Un addio definitivo: gli edifici non saranno riutilizzati in un luogo alternativo. Fine corsa. Anche se Palazzo Marino punta alla riqualificazione definitiva di piazza Castello liberata dalle auto. Obiettivo: trovare il disegno vincitore tra i sessanta progetti arrivati da architetti e ingegneri. Avevano soltanto cambiato look, quei due moderni "caselli" di vetro costruiti in largo Beltrami, svestendo il logo multicolore dell'Esposizione e indossando il rosso accesso dei due numeri che li avevano riaccesi in nome del design. Ed è così, trasformandosi da porta di accesso simbolica ai padiglioni di Rho-Pero a uno dei luoghi della mappa disegnata dalla XXI Triennale, che l'Expo gate aveva resistito in Cairoli. Ma anche quella proroga è finita, insieme al sipario calato sulla manifestazione internazionale. Perché il "secondo tempo", aveva deciso il Consiglio comunale in modo bipartisan, non poteva diventare definitivo. E d'altronde le piramidi alte diciotto metri, inaugurate ufficialmente con tanto di parata il 10 maggio del 2014, erano nate come temporanee. La stessa sovrintendenza aveva autorizzato la costruzione contestata anche da Italia Nostra e Fai solo perché quell'inserto moderno in un luogo monumentale non sarebbe durato per sempre. E così, entro la fine dell'anno, le strutture che fin dall'inizio hanno diviso la città spariranno. Questo stabiliva la convenzione siglata tra Palazzo Marino e Triennale che li ha adottati in questo periodo. Il commissario del governo per Expo, Gianni Confalonieri, conferma la rotta. «C'era un impegno preso in Consiglio e così andrà. Anche se Expo gate, al di là del giudizio sulla struttura, ha avuto un ruolo molto importante ». Rimontarli sarebbe costato troppo. «Purtroppo sì», dice Claudio De Albertis. In generale, spiega il presidente della Triennale, l'addio da Cairoli «è una decisione dell'amministrazione che rispetto totalmente anche se personalmente trovavo che le strutture lì non stonassero: avevano sostituito l'ordine al disordine. Prima c'era un suk, speriamo che non torni tale». E il creatore di Expo gate, l'architetto Alessandro Scandurra, aggiunge: «Milano è più bella quando si muove: anche questo lo prendo come un segno positivo. Certo, mi dispiace molto che non si sia ragionato su un programma di riutilizzo perché preferirei spendere soldi per costruire piuttosto che distruggere. Mi auguro che rimangono comunque alcune intenzioni del progetto per un futuro dell'area che non si conceda troppo al passatismo e alla nostalgia». Il Comune ha deciso che piazza Castello, Foro Bonaparte e largo Beltrami saranno riqualificati. Per questo, è stato lanciato un concorso internazionale di progettazione che si è appena chiuso. Le proposte arrivate sono circa sessanta, entro fine mese saranno scelti i dieci finalisti. A decidere una commissione che vedrà anche la partecipazione di esperti dei comitati dei residenti. Per un percorso, assicurano l'assessore all'Urbanistica Maran e il presidente del municipio 1 Fabio Arrigoni ,«il più partecipato e condiviso possibile anche da chi vive nella zona».
MILANO - Expo gate addio, via alla rimozione
Il segno più visibile e contestato dell'Esposizione Universale di Milano (Expo) sta per sparire. Le due piramidi di vetro, costruite per l'Expo, partiranno il prossimo mese. Il Comune di Milano ha deciso di smontarle e non di riutilizzarle in un luogo diverso. Le strutture, che erano state utilizzate per la Triennale, saranno smontate entro la fine dell'anno. Il progetto di riqualificazione della zona, che include piazza Castello, Foro Bonaparte e largo Beltrami, è stato lanciato e un concorso internazionale di progettazione è stato aperto. Le proposte arriveranno entro fine mese e i dieci finalisti saranno scelti.
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