CHI vuol essere europeo? Circola in molti libri e articoli e più o meno esplicitamente l'idea di una diffusa disaffezione verso il progetto dell'Unità Europea. Nello stesso tempo mai come in questo momento i cittadini europei vanno a vedere, di persona e sulle autostrade digitali, i luoghi della loro identità: dal duomo di Monreale alla Torre Eiffel, dal golfo di Napoli ai canali di Venezia, da Stromboli a Gibilterra e così via. A qualcuno sembrerà strano, ma sempre più piccole e grandi comunità vogliono essere riconosciute come europee. Negli ultimi anni centinaia di musei, di parchi, di strade, di palazzi comunali o reali, persino semplici raccolte di oggetti simbolici hanno chiesto ai loro ministeri della cultura, del turismo, degli esteri questo riconoscimento. Se possibile con un marchio che li inserisca in una ideale mappa della storia d'Europa. Gli amministratori di queste comunità hanno lo sguardo lungo: vogliono essere inseriti nei nuovi libri di storia che vengono preparati per i nostri figli e nipoti. E nei percorsi dei viaggiatori colti che viaggiano per ritrovare le ragioni remote della loro presenza e in quelli dei turisti che viaggiano per divertimento, tra spaesamento e curiosità. Le case editrici che lavorano sulla scuola come i venditori di viaggi che lavorano su percorsi e intrattenimento lo hanno capito e stanno allestendo nuove mappe che rimettono in ordine fotografie e monumenti in un quadro unitario, con sempre meno divisioni e latenti conflitti. Queste comunità con i loro siti non chiedono danaro a Bruxelles: forniscono documenti e hanno leggi locali, edifici, servizi, fondi, personale, supporti tecnologici. Sono di solito preparate dal punto di vista tecnologico. I loro siti presentano materiali digitalizzati, percorsi virtuali, panorami interattivi e eventi attrattivi. Questi siti guardano alla storia d'Europa dal loro punto di vista che è più o meno esteso e articolato e può anche essere di volta in volta considerato limitato. Tuttavia manca, un'immagine complessiva dell'Europa, che è composta di tutti quei frammenti a cui le scuole dei singoli paesi spesso fanno soltanto cenno impedendo di fatto ai nuovi e vecchi cittadini di percepire la ricchezza delle differenze e gli anelli storici che legano tra loro le comunità. Commissioni e studiosi, in vari centri europei e a Bruxelles, lavorano a vari tasselli del puzzle che è la composita identità storica dell'Unione. Chiamano i tasselli in modi diversi: facile accesso, multilinguismo, multiculturalismo, diplomazia culturale e altro. Manca un coordinamento tra studiosi e centri di ricerca che elabori una traccia, sia pure grezza ma ampia e elastica, su cui lavorare e che tenga conto del contributo storico delle comunità e di quello che queste, di fatto, posseggono e gestiscono: una rete di luoghi simbolici composta di palazzi, chiese, monumenti, piazze, musei, oggetti, immagini e documenti. Dai Fori Romani al sepolcro di Carlo Magno, dalle dighe olandesi al passaggio di Roncisvalle, dal Partenone a Costantinopoli, dalle biblioteche agli archivi fotografici, dalle vie sacre fino ai templi dell'Antico. Queste comunità vecchie e nuove si affacciano giorno dopo giorno su questa ribalta dell'identità comune. Sanno che il futuro è l'unico luogo nel quale possono vivere. Sono state, e spesso continuano ad essere, luoghi di produzione delle raffinate arti attraverso le quali l'identità europea si è formata dalla scrittura all'oreficeria, dall'architettura alla costruzione di navi, dalla maiolica alla geografia. E con le quali hanno scambiato opere e idee. Ognuna di queste comunità rappresenta un tassello di questa mappa. Sappiamo bene che è difficile disegnarla, ma è necessario e possibile farlo. A partire da un contatto tra I centri di ricerca che studiano e conservano la storia europea e la sua cangiante identità contemporanea. Non è lavoro per uno studioso solitario, è un lavoro per un laboratorio con buoni collegamenti con tutte le articolazioni della ricerca delle scienze umanistiche.
PERCHÉ VOGLIAMO SENTIRCI EUROPEI
In Europa, ci sono comunità locali che chiedono di essere riconosciute come europee. Queste comunità chiedono un marchio che le inserisca in una mappa della storia d'Europa. Le comunità chiedono di essere inserite nei libri di storia, nei percorsi dei viaggiatori e nei percorsi dei turisti. Le comunità forniscono documenti e leggi locali, edifici, servizi, fondi, personale e supporti tecnologici. I loro siti presentano materiali digitalizzati, percorsi virtuali, panorami interattivi e eventi attrattivi. Le comunità chiedono un'immagine complessiva dell'Europa che includa le differenze e gli anelli storici che legano tra loro le comunità.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo