ORMAI mancano solo due giorni all'apertura delle buste con le due offerte per ottenere la concessione di Sant'Orsola. Obiettivo della Città metropolitana che ha fatto il bando, dare una destinazione culturale al complesso. E dalle voci che girano almeno su una delle due offerte, che paiono una fiorentina e una senese, l'obiettivo dovrebbe venire centrato. Accanto all'Accademia della musica di Bocelli prevista dall'offerta di cui Repubblica ha ieri presentato il progetto per grandi linee, dovrebbe nascere un museo assai complesso e vivace, lontano da qualsiasi concezione statica, ma in continuo divenire, un museo multimediale e dai servizi completamente digitalizzati. Ovviamente per ora sono indiscrezioni, perché, come precisa la consigliera della Città metropolitana delegata al patrimonio, Benedetta Albanese, «le buste sono sigillate e custodite in luogo sicuro». Ma vediamo come sarà il museo, per cui sono previsti 2,5-3 milioni di investimento, che sarà la prima struttura che verrà aperta e i cui cantieri saranno seguibili anche su smartphone e online. Duemila metri quadri, totalmente interattivo sul modello dei musei scientifici anglosassoni. Strutturato su tre filoni. Il primo parte dalla considerazione che il rilancio, approfittando anche dell'Accademia di Bocelli che richiamerà studenti dal mondo, darà a Sant'Orsola una visibilità internazionale Così una parte del museo si propone di essere una porta aperta sulla città per i visitatori che da lì vedranno anche quali sono musei, i monumenti, le mostre, gli appuntamenti in tutta la città, una specie di network con quello che esiste e succede a Firenze. Sempre in quest'ottica sarà valorizzata la storia di Sant'Orsola a partire dall'esposizione, e questa è la parte tradizionale, della trentina di opere d'arte che erano lì e ora sono sparse per musei. Secondo filone, la storia al femminile, partendo da quella del monachesimo cha fu la vocazione iniziale di Sant'Orsola, visto anche come centro di potere, di relazione con altri poteri, con il commercio, le dinastie familiari, il mecenatismo. Un racconto, fatto di video, film, opere d'arte, che seguirà le donne fino ai nostri giorni. Con l'istituzione di un Nobel di Sant'Orsola al femminile per l'arte, la musica, la cultura. Il terzo filone parte dal luogo in cui il museo sorge e dalla sua intitolazione a Monna Lisa per via del famoso sarcofago (gli scavi saranno visibili, coperti con lastra di vetro) di Lisa Gherardini. Per approdare alle peripezie della Gioconda di Leonardo, rubata e copiata in molti modi, fino alle copie di Andy Wharol e al varo della parte di museo di arte contemporanea in continua evoluzione. Partner del tutto, dovrebbe essere la società fiorentina Parallelo che si occupa di servizi museali e, tra l'altro, ha trasferito in 3D la tribuna degli Uffizi, e che si avvarrà anche della Maggioli Musei di Bologna. Ultimo obiettivo del complesso, promuovere a Firenze l'attività, ancora poco frequentata in Italia, del mecenatismo.
FIRENZE - Il futuro di Sant'Orsola un museo interattivo per raccontare la città
La Città metropolitana di Firenze ha lanciato un bando per ottenere la concessione di Sant'Orsola, un complesso storico che vuole essere destinato a una destinazione culturale. Le due offerte presentate sono una fiorentina e una senese, entrambe che sembrano avere l'obiettivo di centrare il progetto. L'offerta fiorentina prevede la creazione di un museo multimediale e interattivo, con 2,5-3 milioni di investimenti, che sarà la prima struttura aperta e i cui cantieri saranno seguibili online. Il museo sarà strutturato su tre filoni: la storia di Sant'Orsola, la storia al femminile e la storia del luogo.
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