SOLO il caso ha voluto che quel fregio si staccasse di martedì, giorno di chiusura al pubblico del Museo archeologico nazionale. Lì dove normalmente passano i visitatori entrare, ieri mattina per fortuna non c'erano turisti: giorno di riposo. E il pezzo di stemma sabaudo che è precipitato improvvisamente al suolo non ha colpito nessuno. Ore 10.30 di ieri. Dalla facciata principale del museo si stacca un frammento dello stemma sabaudo. Precipita su di un balconcino, si frantuma in parte, rimbalza al suolo. Fa rumore cadendo. Si sbriciola ancora. Le schegge volano a qualche metro dal luogo della caduta. Non c'è nessuno, sotto quel fregio. Qualche passante c'è, ma è lontano quanto basta per evitare di essere colpito dal piccolo crollo. Il ricciolo destro dello stemma non ha retto all'usura del tempo, nonostante il restauro: proprio su quella facciata, la principale, si è intervenuti appena tre anni fa. E non c'erano stati, di recente, controlli che suggerissero di metterlo in sicurezza. E forse le piogge dei giorni scorsi sono penetrate in una lesione della voluta, impregnandola e favorendone il distacco. E quello stemma è esattamente sopra l'ingresso del museo, sopra il primo ordine di finestroni e porte finestre del piano nobile, in corrispondenza del Salone della Meridiana. L'elemento decorativo ha fatto un volo di 20 metri. Nessun danno alle persone, ma molta paura, tra gli impiegati e i funzionari del museo, in servizio anche nel giorno di chiusura al pubblico. L'area è stata immediatamente transennata, prima ancora che intervenissero i vigili del fuoco e la polizia municipale. Il nastro bianco e rosso recinta l'area, inaccessibile. Inutilizzabile l'ingresso principale del museo, ma il direttore Paolo Giulierini ha disposto che, sin da oggi, i visitatori usino l'ingresso che si apre a pochi metri da quello del crollo, il portale del Centro studi. Una volta dentro il pubblico dovrà fare un percorso alternativo per raggiungere la biglietteria, ma le conseguenze, in tal modo, sono decisamente contenute. «L'ufficio tecnico sta effettuando verifiche sull'intera facciata» spiega Giulierini. E mentre il personale del museo fa i controlli del caso, anche i vigili del fuoco hanno passato in rassegna lo specchio di facciata attorno allo stemma sabaudo. La soluzione individuata per consentire l'ingresso del pubblico lascia immutati gli appuntamenti già previsti al museo, a cominciare da quello di oggi pomeriggio, la presentazione del catalogo della mostra "I Campi Flegrei oltre il visibile", allestita nella sala nel Soffitto stellato fino al 10 novembre, curata da Rossana Valenti e realizzata nell'ambito del progetto di ricerca Snecs coordinato da Databenc, il distretto ad alta tecnologia per i beni culturali.