VEVANO montato un gazebo di 50 metri quadrati davanti alla chiesa dei Girolamini. Tavolini e sedie della pizzeria "Dal Presidente", sotto i tendoni bianchi, quasi al limite della facciata del monumento del Cinquecento. Ieri è intervenuta la Procura (procuratore aggiunto Vincenzo Piscitelli) ed è scattato il sequestro preventivo dei carabinieri del nucleo tutela patrimonio culturale, su decreto emesso dal Gip del tribunale di Napoli. Il gazebo era «in un luogo fortemente simbolico del centro antico della città», scrive la Procura. La Soprintendenza per le Belle Arti e il Paesaggio di Napoli aveva dato parere negativo ma il documento si è perso e non è mai arrivato negli uffici del Comune di Napoli. Così, è partita l'autorizzazione temporanea da Palazzo San Giacomo ma, nel frattempo, tra luglio e agosto, i tecnici comunali sono venuti a conoscenza del diniego della Soprintendenza e hanno subito intimato la rimozione ai proprietari. Che, invece, hanno fatto ricorso al Tar. «Ad agosto il tribunale amministrativo ha emesso una sospensiva - spiega Enrico Panini, assessore comunale al Commercio che ha seguito tutto l'iter fissando l'udienza ad ottobre, nei fatti bloccando il nostro decreto di rimozione forzata. Non abbiamo potuto fare più nulla. Siamo felici che sia intervenuto il magistrato direttamente. Quel gazebo era molto grande, invasivo, andava assolutamente rimosso». «La struttura era finita anche in corrispondenza del centro della facciata della chiesa afferma il soprintendente Luciano Garella - si era andati oltre il segno. Sin dal principio non avevamo dato un parere favorevole. Abbiamo avuto la segnalazione dai carabinieri e i nostri tecnici hanno lavorato sul luogo, poi il magistrato ha acquisito le testimonianze e ha agito. Finalmente è stata ripristinata una situazione di opportunità e non nascondo che siamo pienamente d'accordo con il magistrato». Per tutelare i monumenti su tutto il territorio cittadino, nei prossimi giorni Soprintendenza e Comune lavoreranno insieme per stabilire criteri chiari, tempi e modalità da rispettare. «Ci siamo ripromessi di giungere a soluzioni condivise sia per l'occupazione di suolo prosegue Garella sia per i teli pubblicitari, quando sono eccessivamente grandi. Lavoriamo insieme per migliorare l'immagine della città. Quando avremo stabilito i criteri condivisi, dovremo solo decidere se applicarli retroattivamente oppure no. Poi, interverremo su chi non rispetta le regole. I monumenti di tutte le città storiche sono soggette a pressioni commerciali, si tratta di contesti urbani appetibili per le attività. A Napoli, però, ci sono taluni atteggiamenti eccessivi. Da questo derivano altrettanti atti di sottolineatura per arginare gli eccessi».