CARO Augias, se la sindaca, come primo atto di amore per Roma, confortata dalle sovrintendenze, emettesse un'ordinanza di tutela del luogo (per l'Unesco patrimonio dell'umanità) che preveda, come avviene per il Vittoriano (dotato di cancello) il divieto di sedersi e bivaccare sui gradini, la Scalinata potrebbe salvarsi. La Scalinata, che romani e turisti da ogni parte del mondo hanno diritto di ammirare e fotografare, è da molti anni occupata da una crescente massa di gente che provoca lo stato pietoso ben documentato dai restauratori: discarica di lattine, avanzi di cibi putrefatti, feci ed urine sedimentate nel travertino. Un degrado di tale gravità non si ferma aumentando la sorveglianza ma solo con norme severe e chiare che ridiano al luogo dignità e ne vietino la permanente occupazione. In piazza Duomo a Firenze ci sono riusciti, la stazione Termini sta tornando a nuova vita grazie a un cancello che chiude a mezzanotte! Forse quella scalinata, capolavoro del De Sanctis, merita qualcosa di più delle demagogiche, populiste e inutili dichiarazioni di chi dovrebbe intervenire. Se le cose dovessero restare così, suggerisco al maestro Pappano di cambiare programma per il concerto d'inaugurazione previsto per il 21 settembre: diriga il Requiem di Mozart. Gianni Battistoni Roma L'IDEA che stenta a farsi strada è che la scalinata di cui si parla è in sé un monumento, inserita essa stessa in un contesto monumentale; come tale va salvaguardata. Quasi tutte le numerose lettere arrivate condividono questa opinione. Paolo Giorgi (paologiorg tiscali.it): « Si capisce che l'idea di un vetro che la sera si chiuda a protezione della Scalinata faccia sobbalzare il buonismo maneggione in cerca di simpatie, l'interessato immobilismo della nottata che ha pure da passare, il sanzionatore perennemente distratto e incurante. Il luogo deve essere preservato in tutti i modi». Silvia Toscano (silvia.toscanouniroma1.it): «Proteggere di notte la scalinata con una "democratica" vetrata mi sembra il minimo dopo un restauro costosissimo. Nostro dovere è che la bellezza delle nostre opere d'arte duri, così che anche le generazioni future possano goderne. Pazienza se nessuno potrà percorrerla di notte». Giorgio Castriota (castriota.giorgio gmail.com): «Rivedo, durante le passeggiate infantili a villa Borghese, austeri e imponenti carabinieri a cavallo pattugliare gli stupendi viali della villa, Piazza di Siena, la terrazza del Pincio, la valle dei Daini, valle Giulia. Torno spesso a villa Borghese, ma di carabinieri a piedi o a cavallo non c'è traccia. A Roma non c'è più traccia, mai, di vigili, carabinieri, poliziotti». Giorgio Nocerino architetto Napoli (nocerino.giorgio virgilio. it) è invece di parere contrario: « Penso che gli spazi pubblici siano per loro natura aperti e liberamente fruibili, al contrario degli spazi privati che sono normalmente chiusi. Pertanto, chiudere Trinità dei Monti equivale ad una "privatizzazione" dello spazio pubblico, oltre alla sostanziale questione urbanistico-architettonica dell'occlusione dello sfondo prospettico di via Condotti». "Privatizzazione"? Ben venga se a beneficio di tutti i fruitori presenti e futuri.
Trinità dei Monti, reagiamo al degrado
La Scalinata di Trinità dei Monti a Roma è stata oggetto di attenzione per il suo stato di degrado. La sindaca ha emesso un'ordinanza di tutela del luogo, che prevede il divieto di sedersi e bivaccare sui gradini. La Scalinata è stata occupata da una massa di gente che provoca lo stato pietoso dei restauratori. La situazione è stata documentata e molti hanno espresso la necessità di norme severe per ridurre la degrazione. Alcuni hanno suggerito di proteggere la Scalinata con una vetrata per prevenire la permanente occupazione. Altri hanno espresso la necessità di preservare il luogo come monumento e di proteggerlo in tutti i modi.
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