Nel 2015 un centinaio di iniziative hanno utilizzato la formula ma nel 2016 c'è stato un crollo Quando le risorse pubbliche per rinnovare e gestire impianti sportivi, aree di verde pubblico, parcheggi, cimiteri, strade e strutture scolastiche scarseggiano entra in gioco il partenariato pubblico privato (PPP): una soluzione che fa capolino in tante realtà e che a Roma si è fatto piede negli ultimi anni, ma fatica alquanto a decollare. A giudicare dai dati contenuti nell'Osservatorio sulle opere pubbliche condotto dal Cresme per la Cna di Roma questa forma di cooperazione tra amministrazioni locali e realtà imprenditoriali, chiamate a finanziare, costruire e gestire infrastrutture o a fornire servizi di interesse pubblico, è poco dinamica. Nel 2015 erano 88 le iniziative, per una cifra d'affari in gara di 282 milioni di euro: modesta la crescita numerica (appena cinque iniziative in più rispetto al 2014); più rilevante il valore economico (80). In ogni caso un numero significativo: le concessioni di servizi passavano allora da 76 a 83, mentre la crescita economica riguardava, oltre le concessioni di servizi (da 150 a 239 milioni), quelle di costruzione e gestione a iniziativa privata, con una cifra da 2 a 43 milioni. Nel 2016 un crollo: le concessioni di servizi - che la procedura privilegiata tra le amministrazioni - non superano quota 28. Appena quattro le gare di costruzione e gestione. E in termini di dinamica lo scenario non è espansivo: si contano solo 28 gare, contro le 40 dello stesso periodo del 2015, per 57 milioni contro i 183 di allora. È una battuta d'arresto di un segmento che aveva animato il mercato nel biennio precedente, quando si erano manifestati gli effetti delle azioni degli ultimi governi per rilanciare la realizzazione delle grandi opere come il decreto Sblocca Italia (art.11 del D.L. 1332014) che ha introdotto sconti fiscali per le infrastrutture in PPP superiori a 50 milioni di euro. Ma dove è entrata di più la mano del privato per conto dello Stato negli ultimi 15 anni? Al primo posto nel verde pubblico e nell'arredo urbano, con 159 interventi, seguito dal commercio e artigianato, con 149 iniziative. Infine negli impianti sportivi che nel periodo considerato sono stati 113. Il primato della classifica per risorse investite spetta invece ai trasporti con 3,2 miliardi per 10 interventi, tra cui le concessioni di costruzione e gestione del Corridoio Intermodale Roma-Latina (aggiudicata a giugno 2016, dunque non compresa nelle statistiche presentate nell'Osservatorio) e per il prolungamento della Metro B, tratta RebibbiaCasal Monastero. Segue il settore delle reti (energia e tlc) con 1,5 miliardi relativi a 50 iniziative di importo medio di 39 milioni, tra cui la distribuzione del metano a Roma (1,24 milioni). In terza posizione l'edilizia sociale (direzionale, beni culturali, centri polivalenti) con 543 milioni (e 70 iniziative) e poi i cimiteri, con 217 milioni diffusi in 34 iniziative di importo unitario medio assai modesto (270mila euro).