Fino agli anni Ottanta palazzo de Nordis accolse il Museo archeologico nazionale cittadino, poi trasferito nella sede attuale, il vicino palazzo dei Provveditori veneti: il 1990, momento di gloria dell'immobile - che ospitò la straordinaria mostra sui Longobardi -, segnò di fatto la fine del ruolo espositivo del palazzo, che salvo brevi e recenti parentesi è sempre rimasto chiuso. Gli iniziali piani di riutilizzo del bene parlavano di un'estensione del Museo archeologico, a cura della Soprintendenza: infiniti i solleciti avanzati dal Comune, ma senza esito. La vittoria dell'amministrazione nell'annosa querelle è il frutto di una lunga trafila di contatti istituzionali, sfociati in un protocollo d'intesa del dicembre 2007 e in un successivo accordo di valorizzazione (gennaio 2014).«La firma del protocollo - per la governatrice Serracchiani - risponde alle linee guida del ministro Franceschini, che caldeggia la collaborazione tra istituzioni e privati per l'utilizzo di realtà che, altrimenti, non verrebbero sfruttate». La Soprintendenza, sottolinea per parte sua Azzollini, «continuerà comunque ad essere presenza attiva nell'applicazione dell'accordo di valorizzazione del patrimonio cividalese, definito nel 2007».Obiettivo, adesso, è l'inserimento del costituendo museo nel sistema del biglietto unico integrato. (l.a.)di Lucia Aviani wCIVIDALE Dopo quasi tre decenni di limbo la "saga" di palazzo de Nordis si chiude. L'amministrazione cividalese è riuscita (a sorpresa: tutto è stato tenuto sotto silenzio fino all'ultimo) a ottenere la titolarità dell'immobile. Mercoledì mattina, a Roma, il Mibact, rappresentato dalla Soprintendenza del Friuli Venezia Giulia, e il Comune di Cividale hanno firmato - alla presenza della governatrice Debora Serracchiani - l'accordo per la gestione dello storico edificio di piazza Duomo, chiuso e inutilizzato, salvo brevi parentesi, da lunghissimo tempo. L'intesa, sottoscritta dal soprintendente Corrado Azzollini e dal sindaco Stefano Balloch, prevede il passaggio dello stabile dallo Stato all'ente pubblico locale ai fini della realizzazione di un polo espositivo dedicato all'arte moderna e contemporanea: e il primo, prezioso nucleo sarà rappresentato dalla collezione privata donata lo scorso anno da anonimo mecenate (nel testo dell'atto se ne riportano solo le iniziali, D.M.) al Comune di Cividale. Cambio di rotta, dunque, rispetto alla sede designata - l'ala delle celle delle suore, nel monastero di Santa Maria in Valle - ad accogliere i tesori, 56 tele fra cui capolavori di Sisley, Matisse, Renoir, Toulouse Lautrec, Vedova, De Pisis; i dipinti, al momento custoditi in un caveau, verranno esposti fra il primo e il secondo livello del de Nordis. Il trasferimento in uso del bene è immediato; la consegna materiale, invece, avverrà nel giro di 30 giorni. Entro i prossimi 18 mesi il Comune dovrà predisporre il progetto di allestimento della collezione, trasmettendolo alla Soprintendenza per l'espressione di un parere; entro analogo termine avrà il compito di stilare un programma gestionale atto a garantire la sostenibilità degli oneri di gestione e di manutenzione del palazzo, al cui interno il Ministero ha autorizzato opere e lavori funzionali agli allestimenti. Resta, poi, il punto fermo del Centro visite da attivare al pianterreno.