Gli archeologi ne sono convinti da oltre 4 secoli: l'antica e fastosa Agrigento non può non aver avuto un teatro in età greca e romana. Eppure nessuna traccia è mai stata scoperta fino a quando, in occasione di studi per la ricognizione topografica dell'agorà di Agrigento di qualche settimana fa, è spuntata l'immagine di una struttura semicircolare che corre sotto il terreno, a due passi dalla Soprintendenza e dal museo archeologico. Una "sorpresa" archeologica celata agli stessi operai impegnati nella prima esplorazione dell'area che si estende a nord dei grandiosi templi del Parco archeologico. In questa zona mai oggetto di indagini, davanti agli occhi degli archeologi della Valle dei Templi e del Politecnico di Bari, è venuto alla luce un muro semicircolare con un gradone: l'indizio di un teatro greco che potrebbe essere stato poi utilizzato anche in età romana. La scoperta arricchisce la storia della città di Akragas che il poeta Pindaro definiva "la più bella dei mortali" ma gli archeologi sono cauti in attesa della prima campagna di scavo che partirà il 10 ottobre e durerà due mesi. Ad annunciarne i dettagli sarà l'assessore regionale ai Beni culturali, Carlo Vermiglio, giovedì mattina durante un incontro alla Valle dei Templi dove sarà illustrata l'indagine curata dagli esperti del Politecnico di Bari, dell'Ateneo di Catania e del Parco archeologico guidato da Giuseppe Parello. Sarà un "cantiere aperto" per poter mostrare i ritrovamenti man mano che verranno alla luce e coinvolgere studiosi e appassionati in questa ricerca tra cui soprattutto gli stessi cittadini di Agrigento. Un esperimento con lo slogan «Scopriamolo assieme» che, se darà i suoi frutti, proseguirà con ulteriori finanziamenti e aprirà una fase nuova delle indagini archeologiche in Sicilia sempre più sparute. D'altronde, nessuno immaginava che a sud-ovest del quartiere ellenistico-romano, e non a nord come si è sempre creduto, potesse trovarsi il teatro antico di Agrigento. Per scoprire a cosa servisse questo misterioso edificio sarà usata una parte della somma pari a 1 milione e 800 mila euro con cui verrà allestito anche il primo mini-museo della Valle dei Templi. Gli esperti del Parco archeologico apriranno infatti i magazzini per restaurare ed esporre le centinaia di oggetti preziosi, mai studiati finora, venuti alla luce negli ultimi anni nell'area a ridosso dei templi e delle altre strutture della città antica. «Nascerà uno spazio espositivo multimediale dice il direttore Parello con un laboratorio didattico e di restauro accanto al tempio di Zeus. Ci si potrà "immergere" nella antica Agrigento grazie a ricostruzioni virtuali e non solo». Ancora, in arrivo 1 milione di euro dal governo per proseguire le indagini nell'area del Tempio romano dove sarà ricostruita una parte dello scenografico portico. Lo Stato stanzierà anche 3 milioni di per completare la campagna di scavi nel quartiere ellenistico-romano di Agrigento. Ed è qui che è venuta alla luce un'altra "sorpresa archeologica": una sorta di spa di quartiere, terme pubbliche usate dai residenti dell'Agrigento di romana. Gli archeologi hanno chiamato 1, 2 e 3 i preziosi vani finora scoperti tra cui uno rettangolare, con un pavimento in cocciopesto e i resti di una vasca rotonda che gli antichi agrigentini usavano per i bagni in acqua bollente, e un praefurnium: un grande forno che serviva a produrre aria calda per alimentare un sistema di riscaldamento delle terme. «Un piccolo complesso simile a quello ritrovato a Tindari o nel vicino Nord Africa dice Maria Concetta Parello, archeologa a capo dello staff queste terme erano di quartiere a servizio di un'importante area residenziale collocata al centro della città antica e in prossimità di un'area pubblica». Un nuovo tassello per ricostruire la grandiosa Agrigento del passato dove la maestosità dei templi che hanno fatto innamorare i magnati di Google sarà affiancata da altri monumenti.