Giusto testare i "custodi del decoro". Ancora meglio attuare il piano illuminista di educare turisti e cittadini. Ma se torna il degrado la Capitale dovrà arrendersi alla cancellata QUANDO si parla di piazza di Spagna e della sua celebre scalinata gioverebbe avere le idee chiare sul tema in discussione. La scalinata, alla cui base è collocata la celebre fontana del Bernini (incassata per la scarsa pressione dell'acqua) detta "la Barcaccia", sormontata dalla chiesa della Trinità dei Monti, chiude la prospettiva di un lungo asse viario che comincia con via del Clementino, continua con via di Fontanella Borghese e via dei Condotti; è uno dei tipici scorci della Roma barocca, una meraviglia che ha incantato per secoli i viaggiatori. Sondaggio Cancellata sì, cancellata no? "Il piacere". Non a caso Gabriele D'Annunzio scelse la passeggiata del Pincio e l'adiacente via Gregoriana per l'abitazione di Andrea Sperelli, estenuato protagonista del suo romanzo- capolavoro Il Piacere (1889). Vedere ridotti questi luoghi a bivacco di inconsapevoli frequentatori, disinteressati al fatto che le loro terga poggino su uno dei luoghi urbani più belli del mondo, con il rumore metallico delle lattine che rotolano sui gradini, è oltraggioso. Così lo è che varie amministrazioni abbiano consentito che la scalinata fosse ridotta nelle condizioni in cui i restauratori l'hanno trovata. La recinzione. L'eventuale recinzione dei luoghi, di cui si sta discutendo, ha sollevato pareri netti, e opposti. Da una parte si è detto: dobbiamo chiudere questo luogo almeno durante la notte per evitare che dopo un costoso restauro di qui a pochi mesi ci si ritrovi da capo a dodici: sfregi, rotture, scritte, oscenità. No, ribattono quelli di parere opposto: la scalinata appartiene ai cittadini e ai turisti, è un luogo di godimento pubblico non si può pensare di limitarne fruizione e accesso. La condivisione della prima o della seconda posizione dipende da una quantità di fattori: opinioni personali e politiche, concezione dei beni artistici di godimento pubblico, propensioni ideologiche nonché, aggiungerei, banale disinteresse nei confronti di oggetti e luoghi che non rientrino nei propri stretti interessi. Alcune semplici considerazioni possono forse aiutare a dirimere una questione sulla quale le opinioni si sono divise con una certa animosità. L'idea iniziale è stata di Paolo Bulgari, gioielliere di fama internazionale, proprietario di una delle boutique più prestigiose della prospiciente via dei Condotti, finanziatore del restauro: un milione e mezzo di euro. Il suo timore è che dopo la solenne inaugurazione (21 settembre prossimo) ricomincino gli oltraggi. Le restauratrici, ha detto, hanno trovato che "sui gradini c'era spalmato di tutto. Dalle gomme da masticare alle macchie di caffè, vino e non mi dilungo sulle altre disgustose tracce e residui che avevano lordato il monumento ". Gianni Battistoni, che cerca anche lui di tenere alto il prestigio di quella strada (almeno quella), condivide di Bulgari sia il giudizio sia i timori. Tra quelli di parere contrario, il sovrintendente ai Beni culturali Claudio Parisi Presicce che ritiene assurdo chiudere la scalinata e invoca invece l'educazione delle persone al rispetto dei monumenti. Per la cronaca aggiungo che, nel sondaggio in rete lanciato da Repubblica, il 14 per cento degli intervenuti condivide questo indirizzo: educhiamo le persone. Le restanti opinioni si dividono tra il 46 contrario alla recinzione e il 40 favorevole. Allora? Una soluzione potrebbe essere di soprassedere per il momento alla possibile recinzione. In attesa di educare cittadini e turisti - programma più che vasto, sconfinato - vedere per intanto come funzionino e quale efficacia abbiano i ventilati "guardiani del decoro"; ai primi segnali che torni a ripetersi l'intollerabile situazione del passato, installare una barriera non invasiva, che protegga almeno di notte quel luogo venerando. È possibile che la nobile idealità illuminista di educare i frequentatori si riveli vincente - vedi mai; consentire un nuovo degrado sarebbe però imperdonabile.