ROMA «Prendiamo atto positivamente che il nostro appello contro le new town nell'area terremotata, lanciato il giorno stesso del sisma e ribadito il giorno dopo, sia stato così ampiamente condiviso; da ultimo, anche dal presidente del consiglio e dal senatore Renzo Piano, architetto di prestigio mondiale oltre che intelligente e generoso attore per il recupero delle periferie urbane, ma non certo esperto di conservazione del patrimonio storico-culturale», scrive Pietro Petraroia, vice presidente nazionale di Italia Nostra. Mettendo in guardia da «approcci ideologici e frettolosi», Petraroia sottolinea che il problema non è «schierarsi per uno scontro fra radere tutto al suolo e rifare tutto, fra il "com'era, dov'era" e il "tutto nuovo", ma di predisporre «subito un'azione strategica pubblica, che parta dalla ricognizione mirata dei luoghi e rispetti le norme tecniche e linee guida che le autorità competenti, con decenni di studi e collaborazioni, hanno prodotto per l'intervento in area terremotata, perché l'Italia ha un ministero responsabile della tutela dei beni culturali e paesaggistici, ha centri di ricerca pubblici e privati di grande competenza e capaci di agire con tempestività e adeguatezza». «Italia Nostra è pronta a cooperare se si va in questa direzione; chiede dunque alle autorità e agli esperti (se tali sono) di evitare dichiarazioni generiche e massimaliste e di avviare subito la condivisione delle competenze e delle risorse necessarie per il recupero del territorio nella sua storicità, salvando tutto quanto va salvato secondo le competenze che l'Italia possiede» prosegue Petraroia. «Soltanto così potremo dare un futuro alla storia delle comunità e dei luoghi colpiti dal sisma ancora in corso, restituendo a vita nuova - nella misura del possibile e nel rispetto dell'autenticità dei manufatti (come il Codice dei Beni culturali indica) - testimonianze insostituibili delle storie personali comunitarie: monumenti, chiese, il paesaggio urbano amato con le sue antiche case. Italia Nostra sosterrà anche direttamente l'intervento su alcuni beni di interesse artistico e storico. «Per tutta l'edilizia storica, soprattutto se tutelata, va previsto che i fondi pubblici e privati comunque convergano fin da ora verso un piano di conservazione preventiva e programmata; va anche prevista un'educazione diffusa alla comprensione del funzionamento delle antiche strutture, il cui recupero, anche antisismico, è in moltissimi casi possibile con rigoroso rispetto e recupero di materiali e strutture autentici». Ad Italia Nostra si aggiunge l'associazione Civita che chiede. «L'impegno per far sì che questi luoghi ricchi di storia, arte e tradizioni, non solo vengano restituiti in fretta ai propri abitanti ma che ne sia mantenuta viva e alimentata l'anima più autentica, ovvero la presenza della comunità sul territorio».
Italia Nostra: trovare subito le competenze
Il vice presidente nazionale di Italia Nostra, Pietro Petraroia, ha espresso preoccupazione per l'approccio al recupero delle aree colpite dal sisma in Italia. Petraroia ha sottolineato che il problema non è scegliere tra "com'era, dov'era" e "tutto nuovo", ma predisporre un'azione strategica pubblica per il recupero del territorio con rispetto per le norme tecniche e le linee guida per l'intervento in area terremotata. Italia Nostra è pronta a cooperare se si avvia in questa direzione.
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