CASETTE in legno in stile nordico, prodotti di aziende artigianali e piccoli bottegai. E poi palline dipinte a mano, luminarie made in Italy, decorazioni rare. Prodotti di alta qualità che trasformino uno spazio commerciale della tradizione, ormai ridotto a suk, in un vero e proprio mercato natalizio ispirato a quelli che si tengono nel Nord Italia. Il I Municipio vuole, una volta per tutte, a strappare dal degrado lo storico mercato della Befana di piazza Navona. Forte anche della sentenza di lunedì del Tar del Lazio, che dà ragione al Comune per aver ritirato il bando per l'assegnazione degli spazi agli operatori in quanto "non garantisce la concorrenza". Finora, infatti, la quasi totalità delle bancarelle è stata gestita dalla famiglia Tredicine. Questo perché la delibera 35 del Comune annovera il mercato della Befana di piazza Navona tra le "fiere". Una dicitura che comporta l'assegnazione degli spazi nel periodo di Natale solo a chi fa commercio ambulante su strada. Inoltre, la derminazione stipulata nel 2012 dalla conferenza Stato-Regioni prevede che tutti i bandi su area pubblica debbano avere come criterio portante l'anzianità professionale dell'operatore. Un combinato che, di fatto, sancisce la vittoria degli operatori che fanno capo alla famiglia Tredicine. Il I Municipio, però, vuole portare il mercato di piazza Navona all'antico splendore, senza più cianfrusaglie e souvenir turistici. Questa mattina la giunta del centro storico approverà una delibera indirizzata al Campidoglio. Nel provvedimento si chiede alla sindaca 5 Stelle, Virginia Raggi, un immediata cancellazione della parola "fiera" dalla delibera 35, così che il bando del mercato della Befana non sia più soggetto vincoli. «Se la prima cittadina non farà ostruzionismo, potremo voltare pagina e ridurremo le bancarelle, come previsto con la Soprintendenza, da 115 a 60» spiega la presidente Alfonsi. L'obiettivo è di creare un mercato con prodotti fatti a mano, di nicchia ma accessibili a tutti i portafogli, purché siano legati solo ed esclusivamente al Natale e alle tradizioni romane e italiane del 25 dicembre. Una vera rivoluzione, in uno spazio dove per anni le famiglie hanno trovato non giocattoli e oggetti d'eccellenza, ma portachiavi, caramelle confezionate e, magliette spesso non legate al Natale e stand per la vendita di panini, patate fritte e pizze al taglio di bassa qualità. Ma per cambiare le cose servirà l'impegno della prima cittadina, ora alle prese con le defezioni dalla giunta e le polemiche con i vertici dei Cinque Stelle. «Per dare il giusto peso, nel nuovo bando, ai criteri di qualità dell'offerta dice l'assessore al Commercio del I Municipio, Tatiana Campioni serve una modifica della delibera cambiando la dicitura "fiera del mercato della Befana di piazza Navona in festa"». Senza, quest'anno nella piazza non ci sarà nulla.
"Stop al monopolio delle bancarelle Piazza Navona non sarà più una fiera"
Il Comune di Roma vuole trasformare il mercato della Befana di piazza Navona in un vero e proprio mercato natalizio ispirato a quelli del Nord Italia. Il I Municipio vuole cancellare la parola "fiera" dalla delibera 35, che comporta l'assegnazione degli spazi solo a chi fa commercio ambulante su strada, e richiede l'impegno della sindaca per dare il giusto peso ai criteri di qualità dell'offerta. Il mercato, che attualmente è gestito dalla famiglia Tredicine, vuole essere ridotto da 115 a 60 bancarelle e trasformato in un mercato con prodotti fatti a mano e di nicchia, accessibili a tutti i portafogli.
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