Secondo la giudice Manuela Farini lo studio dell'architetto Calatrava è responsabile di errori progettuali in origine per scarsa conoscenza degli elementi fondamentali della laguna Sembrano assai lontani i tempi che nell'immaginario veneziano avevano visto nel progetto di Santiago Calatrava la realizzazione di quel Ponte premonitore di Pace, in sintonia con tanti altri ponti costruiti nel mondo per avvicinare le genti, che oggi ha perso le caratteristiche del sogno e che mostra i segni di una stanchezza precoce. Il fascino del Ponte, dell'attraversare il Canal Grande dalla Stazione ferroviaria a Piazzale Roma, con un progetto di accessibilità per tutti e quindi dotato di accessi e strumentazioni finalizzati alla fruibilità per le persone disabili (non attuato), è stato decisamente superato da altre questioni di carattere finanziario. Dopo la perizia dell'ingegner Armando Mammino, la giudice Manuela Farini, nel tener conto della richiesta del Comune dei danni d'immagine provocati dalla cattiva esecuzione del ponte, conclude che nessuno dei soggetti coinvolti può proclamarsi innocente. "Non è la sola responsabile la ditta appaltatrice" ha asserito Farini, riferendosi all'Impresa Cignoni di Rovigo che ha vinto l'appalto, nonché all'amministrazione comunale che non ha saputo essere all'altezza della sfida innovativa e culturale, che non ha vigilato abbastanza e non ha avuto la lungimiranza di scegliere un'impresa altamente specializzata e consapevole dei pericoli insiti in opere imponenti inserite in un tessuto delicato qual è Venezia. A suo tempo l'impresa Cignoni, che aveva preteso 10milioni di euro dal Comune (che ne aveva proposti 7), ha ulteriormente chiesto altri 11 milioni, mettendo in serie difficoltà l'amministrazione veneziana. La Cignoni fa causa al Comune, che a sua volta rivendica i danni d'immagine a causa dei ritardi e delle incongruenze della costruzione. Dalle 700 pagine periziate da Manuela Farini, si rilevano in mora 33 mila euro corrispondente a 3 riserve (legate alla sospensione dei lavori) delle 24 presentate per risarcimento, di cui comunque non risponderà il Comune. La giudice Manuela Farini ha disposto che a pagare dovrà essere proprio lo studio dell'architetto Calatrava, che a suo giudizio è responsabile di errori progettuali in origine, dovuti soprattutto alla scarsa conoscenza degli elementi fondamentali della laguna, delle insidie di un sottosuolo roccioso, ma l'architetto, già accusato e implicato in tante cause (l'ultima stabilisce che la progettazione è costata 464mila euro in più) è già stato assolto dalla Corte dei Conti.
Ponte Costituzione, il giudice: Calatrava paghi, errori di progettazione
La giudice Manuela Farini ha condannato lo studio dell'architetto Santiago Calatrava a pagare 33 mila euro per i danni d'immagine provocati dal Ponte di Calatrava a Venezia. La condanna è stata data dopo una perizia che ha rilevato errori progettuali in origine, dovuti alla scarsa conoscenza degli elementi fondamentali della laguna. La giudice ha anche condannato l'impresa Cignoni, che ha vinto l'appalto, e l'amministrazione comunale per non aver vigilato abbastanza e non aver avuto la lungimiranza di scegliere un'impresa altamente specializzata.
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