Prende piede il vecchio progetto della spiaggia per nudisti nel lembo di arenile che unisce i comuni di Eraclea e Jesolo ERACLEA. Valle Ossi, mentre tramonta l'idea della grande darsena alle spalle della Laguna del Mort, torna in auge la proposta di un grande villaggio naturista. Lo stop della Regione alla enfatica "Laguna del Doge" è arrivato nel bel mezzo del mese di agosto frenando non poco l'investimento del fondo Copernico, progetto poi gestito dalla società Numeria Sgr. Doveva essere un porto turistico d'élite: un migliaio di posti barca e abitazioni di lusso nella laguna tra Eraclea e Jesolo, affacciata sul mare. La commissione regionale per la valutazione di impatto ambientale, ha fermato il progetto che risale al 2010, poi modificato con una variante. La commissione ha preso in considerazione il parere della Soprintendenza ai beni ambientali che si era espressa contro il progetto. Nei giorni scorsi, gli investitori e progettisti hanno avuto un incontro per discutere dello stop della commissione Via regionale e adesso renderanno conto delle decisioni, anche perché potrebbero trovare qualche escamotage. Ritengono in particolare che quel parere della Sovrintendenza non possa essere il motivo principale del blocco del progetto. Ma ormai è chiaro a tutti che l'ambiziosa idea di una grande darsena, oltretutto in un momento in cui avere una barca in Italia significa automaticamente subire controlli dei propri beni e averi, non è più attuale. Chi verrebbe a investire e chi porterebbe la propria barca, con la concorrenza della Croazia dall'altra parte della costa. Ecco perché già si parla di modificare il progetto in una nuova direzione, più villaggio turistico che darsena. Il capogruppo di maggioranza a Jesolo, Alessandro Perazzolo, promotore della spiaggia naturista alla Laguna del Mort, coglie la palla al balzo e rilancia. «La battuta d'arresto che ha subito il progetto della Laguna del Doge», spiega Perazzolo, «deve far riflettere tutti sul destino di Valle Ossi e della Laguna del Mort tra Eraclea a Jesolo. Una vasto territorio che vede la competenza territoriale sia di Eraclea, sia di Jesolo per quanto concerne la spiaggia. Noi abbiamo sempre ritenuto che questo lembo di arenile e anche il territorio alle spalle possano essere il fulcro di un progetto completamente diverso da una darsena e mi pare che non siamo più gli unici a pensarlo. Allora, destinare una grossa fetta a un villaggio naturista, di bassissimo impatto ambientale, sarebbe la soluzione migliore per tutti, permettendo di captare un target turistico da migliaia e migliaia di presenze che oggi sono tutte tra Slovenia e soprattutto Croazia, dirette concorrenti».