Palazzo Branconio Rustici fu ristrutturato dopo il terremoto del 1703 da Carlo Rustici, che lo aveva ricevuto in eredità dal padre. Il notaio Giuseppe Brunelli descrive l'immobile così come lo vede il 17 dicembre 1754 e parla di una cappella, dedicata a Sant'Antonio da Padova: l'ambiente che è stato recuperato durante gli ultimi lavori di ristrutturazione, che hanno preso il via a febbraio 2014. L'edificio è il risultato di lavori portati a termine tra il 1709 e il 1712. Le ultime opere hanno riguardato la razionalizzazione dei vecchi ambienti e hanno riconsegnato la memoria delle parti danneggiate all'epoca, in quanto sono stati riutilizzati materiali recuperati dall'impianto originario.di Michela Corridore wL'AQUILA Un'antica leggenda racconta di via delle Streghe, in pieno centro storico, come l'unica strada della città senza porte né finestre. A sfatare la suggestiva credenza , tuttavia, sono i lavori di ristrutturazione del settecentesco Palazzo Branconio Rustici, prossimi alla conclusione. Durante le opere è venuto alla luce, proprio sulla via, infatti, un portale di notevoli dimensioni ad arco acuto. Ma questa non è l'unica sorpresa che ha riservato il palazzo, i cui lavori sono stati diretti dall'architetto della Soprintendenza unica per il cratere, Gianfranco D'Alò ed eseguiti dalla ditta Cingoli per un importo di quasi 4 milioni e 400.000 euro. Al piano nobile dell'edificio, infatti, è stata riportata alla luce un'antica cappella che era stata coperta probabilmente durante la ristrutturazione subita dal palazzo nel 1900. La cappella è definita "modesta" dal notaio Giuseppe Brunelli, che descrive l'immobile così come lo vede il 17 dicembre 1754. «I lavori di restauro hanno permesso di valorizzare un grande arco finemente decorato che quasi certamente ne era parte», spiega Pietro Antonio Pecilli, architetto incaricato del restauro insieme a Giampaolo Capaldini e Maria Gabriella Colella. «Sempre nel corso dei lavori di restauro è stata rinvenuta parte della decorazione della cappella; le cornici decorate e i fioroni in stucco sono stati ritrovati tra i riempimenti dei solai e all'interno della cisterna rinvenuta nella corte del palazzo». La cisterna, nel corso dei restauri del secolo scorso, era stata richiusa. «La rimozione delle basole in pietra della corte ha permesso il suo ritrovamento, lo svuotamento e la successiva valorizzazione», continua Pecilli. «Le pareti della cisterna sono rivestite con una malta impermeabile, molto simile a quella usata in epoca romana per la costruzione di alcuni locali termali; questa tecnica è tuttora usata in paesi nordafricani che hanno subìto l'influenza dell'antica Roma per la costruzione di vasche e bagni. Con gli oltre cinque metri di profondità, la cisterna consentiva l'accumulo di una notevole risorsa idrica». Ma a meravigliare di più gli addetti ai lavori è stato il portale ad arco acuto su via delle Streghe. «In questo caso si è dovuto mediare tra la necessità di documentare una scoperta che modifica il sentimento comune, che voleva la via delle Streghe senza ingressi ai palazzi e la scaramanzia degli attuali proprietari contrari a una loro riapertura», spiega l'architetto. «Si è provveduto quindi a riscoprire il portale, pulire le pietre e quindi conservare la chiusura dell'ingresso con il mantenimento della muratura. Speriamo infine che i contatori dell'energia elettrica, che non sono stati incassati nella muratura per non indebolire la struttura, possano al più presto essere sostituiti da elementi più consoni all'ambiente, problema, questo, che non riguarda solo il palazzo del quale ci stiamo occupando ma più in generale gli edifici dei centri storici recuperati dopo il sisma». Palazzo Branconio Rustici è uno degli esempi di buona ricostruzione della città: i lavori, che sarebbero dovuti terminare secondo il progetto a febbraio 2017, verranno ultimati nel mese di ottobre 2016 con 120 giorni di anticipo.
L'AQUILA - Palazzo Branconio Rustici spunta un'antica cappella
Il Palazzo Branconio Rustici è stato ristrutturato dopo il terremoto del 1703 da Carlo Rustici. Il notaio Giuseppe Brunelli descrive l'immobile nel 1754, menzionando una cappella dedicata a Sant'Antonio da Padova. I lavori di ristrutturazione sono stati completati tra il 1709 e il 1712. Negli ultimi lavori di ristrutturazione, è stata riportata alla luce un'antica cappella e un portale ad arco acuto su via delle Streghe. La cisterna del palazzo è stata scoperta e valorizzata durante i lavori. Il portale ad arco acuto è stato conservato e pulito.
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