DAL liceo classico Galileo di via Martelli al Machiavelli-Capponi di piazza Frescobaldi. Poi l'istituto Salvemini-Duca d'Aosta, l'artistico Leon Battista Alberti e lo scientifico Castelnuovo. Tutte scuole che si trovano in palazzi storici della città, nel cuore di Firenze. Ma anche scuole che figurano nella lista, stilata dalla Regione, dei 65 edifici pubblici del Comune di Firenze «non ancora oggetto di indagini, verifiche o interventi» di messa in sicurezza dal rischio sismico. A pochi giorni dalla riapertura delle scuole, i presidi fanno il punto tra timori, richieste di controlli e proposte. «Qualche anno fa cadde un pezzo di intonaco dal controsoffitto e la città metropolitana intervenne con un importante investimento racconta Liliana Gilli, preside del Galileo sono stati rifatti i bagni, ricontrollato il tetto e messo l'ascensore che non c'era. Ora però abbiamo un altro problema: c'è un cortile interno che però non può essere utilizzato perché non sappiamo quanto siano stabili i cornicioni che vi si affacciano sopra. Il 21 maggio il sindaco Nardella è venuto qui e ci ha promesso che verranno fatti presto i controlli per poter usare questo spazio per la ricreazione o come palestra ». Ma la preside pensa anche a come preparare gli studenti in caso di eventi sismici: «Facciamo già corsi sulla prevenzione, ma sarebbe bello che fosse la protezione civile a venire a insegnare ai ragazzi prosegue serve maggiore consapevolezza. Che non pensassero a prendere i cellulari, per esempio». Anche Maria Centonze, preside dell'istituto Peano e reggente del Machiavelli-Capponi, pone l'accento sulla formazione: «Facciamo la prova di evacuazione dell'edificio una volta al mese. Conoscere le procedure da seguire aiuta anche a gestire il panico ». Lucia Bacci è la dirigente scolastica della Dino-Compagni, scuola attualmente ospitata in via Nicolodi, che verrà ricostruita da zero in via Sirtori seguendo le nuove norme antisismiche: «Ogni preside ha il compito di nominare il responsabile del servizio di protezione e prevenzione (rspp) e io ho scelto un insegnante interno alla scuola perché fosse presente nella struttura tutti i giorni». Secondo Marco Menicatti, preside del comprensivo Barsanti, è fondamentale il lavoro di squadra: «Io posso segnalare una crepa, ma mi affido completamente ai tecnici per tutto ciò che non è visibile. Bisogna che ognuno faccia bene la propria parte». Francesca Lascialfari, alla guida del Salvemini- Duca D'Aosta, spiega: «Questa scuola è stata costruita nell'800, ai tempi di Firenze capitale e richiede un'attenzione particolare. I tecnici della città metropolitana sono venuti a installare dei fessurimetri in corrispondenza degli archi e delle volte. Questi strumenti permettono di rilevare se ci sono stati spostamenti e di quale entità. L'ultima rilevazione è stata fatta durante lo scorso anno, aspetto i risultati ». I controlli dunque ci sono, ma l'adeguamento sismico di tutte le scuole è ancora lontano: «Serve un programma sistematico ed è importante intercettare sempre più fondi spiega Giampiero Mongatti, delegato della città metropolitana per l'edilizia scolastica e sindaco di Barberino del Mugello il percorso è lungo e sarà graduale. Per gli edifici del centro storico la questione è ancora più delicata perché entra in gioco la Soprintendenza ». Nel Mugello, zona considerata a più alto rischio sismico, le scuole sono osservate speciali: «Finalmente è terminato l'allacciamento delle colonne antisismiche alla Giotto Ulivi di Borgo San Lorenzo prosegue Mongatti per l'adeguamento completo sono già stati stanziati altri 800mila euro. Abbiamo pronti 390mila euro per l'istituto nella frazione di Cavallina e siamo in graduatoria per ottenere ulteriori fondi dalla buona scuola».